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La Madeleine rialza le saracinesche dopo 13 anni e con Santiago diventa una ristopescheria

Roberto Serrau, nome noto nella ristorazione in città, sfida il momento pandemico e i problemi di un quartiere "complesso"

Genova. “Seppia, ti presento la giornalista di Genova24!”. Roberto prende in mano una seppia oggettivamente molto fresca, talmente fresca da sembrare viva, e mi punta addosso i suoi occhietti neri. Non posso fare a meno di rispondergli “il piacere è tutto mio” e non posso fare a meno, me ne scusino i vegetariani, di immaginarla in buridda. Detto, fatto. Perché Roberto, il pescivendolo-ristoratore me la può servire: dal banco al piatto.

E’ questa l’idea di Roberto Serrau e del suo “Santiago”. Un nome, che poi è lo stesso del suo figlio più piccolo, un ragazzo in gamba, e che non è affatto nuovo ai frequentatori di pubblici esercizi a Genova. Santiago fino a qualche mese fa si trovava a Fontane Marose, all’inizio di via Luccoli. Era un piccolo ristorante specializzato proprio in pesce fresco. “Ma sono l’unico al mondo a cui hanno aumentato l’affitto nel periodo Covid quindi ho dovuto lasciare”, racconta il titolare. Chi ha il dna da imprenditore prova sempre a trasformare un guaio in un’opportunità. “E così mi sono deciso a cambiare zona e progetto”. E a chiamarlo Santiago alla Madlaine.

Cambiare zona, passare da un centro storico tutto sommato “addomesticato” ai caruggi veraci della Maddalena. Ma soprattutto rialzare le saracinesche di un locale storico e mai dimenticato, Il café de la Madeleine. Chiuso definitivamente nel 2007 dopo anni di convivenza difficile con il quartiere, era stato per lungo tempo uno dei pochi luoghi dove ascoltare musica dal vivo in un ambiente intimo e sentirsi vagamente in un club parigino.

Generica

Rispetto alle luci soffuse, il legno e gli specchi di quel locale, Santiago à la Madlaine è irriconoscibile. Luci al neon, piastrelle in ceramica chiara, vetro e acciaio – come si confà a una pescheria come si deve – e poi alcuni ripiani dove consumare i manicaretti di Roberto e sua moglie, aiutati dalla figlia – fresca di diploma e assunta come dipendente – quando la pandemia e i relativi dpcm lo permetteranno. Santiango alla Madlain si trova su Facebook e su Instagram, qui potete trovare menù, offerte, idee per la vostra cena o il vostro pranzo.

“La nostra caratteristica è quella di utilizzare solo pesce di giornata e pesce che sia del mar Ligure o del Mediterraneo – spiega Roberto Serrau – rielaborato in piatti di vario genere, dai classici fritti ad altre specialità”.

L’arrivo alla Maddalena è anch’esso frutto di una scelta: “Io lavoro da anni nel centro storico, prima del ristorante in via Luccoli ho gestito un bar in via Pré – racconta – la Maddalena è un quartiere che mi è sempre piaciuto, è molto vivo e credo basterebbe davvero poco per rilanciarlo definitivamente, magari dovrebbero aiutare concretamente chi accende delle luci nuove, servirebbe un po’ più di concretezza quando si parla di rinascita del centro storico, ma io ci credo davvero”.