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La Liguria di nuovo sotto l’assedio delle zone rosse: scattano i controlli sulle seconde case delle riviere

In attesa dell'entrata in vigore delle nuove restrizioni per Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, nella nostra regione si tema la fuga dei "foresti"

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Genova. Con la divisione delle regioni in zone gialle, arancioni e rosse, torna alla ribalta il problema dei “foresti” che in queste ore di attesa per l’entrata in vigore del Dpcm potrebbero scegliere di “scendere” nella nostra regione per trascorrere il periodo del lockdown nelle seconde case delle riviere liguri.

Ieri sera il premier Giuseppe Conte ha aggiornato il Paese circa i contenuti dell’ultimo Dpcm e ha comunicato la suddivisione delle regioni italiane sulla base della gravità dell’emergenza da Covid-19 nei vari territori. Se la Liguria può tirare un relativo sospiro di sollievo essendo stata classificata in fascia gialla, altrettanto non possono fare le regioni attigue, cioè Lombardia, Piemonte e Valdaosta, indicate come zone rosse.

Le misure “dedicate” contenute nel Dpcm entreranno in vigore nella giornata di domani (a mezzanotte di oggi, cioè) e saranno in vigore almeno fino a 3 dicembre: per questo motivo molti residenti del nord-ovest si sono già messi in viaggio da Piemonte e Lombardia per raggiungere le seconde case.

Ciò, ovviamente, potrebbe finire per avere ripercussioni sulla situazione sanitaria ligure: se attualmente, infatti, i numeri non destano ancora eccessiva preoccupazione (almeno secondo gli indici del ministero della salute) l’eventuale afflusso di persone provenienti dalle zone di maggiore criticità potrebbe innescare anche in Liguria un peggioramento, come in parte accadde la scorsa primavera, quando a seguito della istituzione delle prime zone rosse, si verificò un esodo massiccio verso la nostra regione.

Ieri pomeriggio, durante il punto stampa di aggiornamento sull’emergenza sanitaria, il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti si era detto non preoccupato dal fenomeno, perchè a differenza della scorsa primavera le restrizioni previste agli esercizi commerciali potevano essere meno “larghe” e perchè la scuola in qualche modo poteva andare avanti. Ma pochi minuti dopo, con l’annuncio del premier, di fatto le carte in tavola sono cambiate, con la Liguria zona gialla praticamente “circondata” da regioni a zona rossa, che quindi da domani saranno soggette ad una sorta di lockdown, che seppur soft, prevede la chiusura di praticamente tutte le attività commerciali, la didattica a distanza e divieto di circolazione tra comuni e regioni.

Per questo motivo, sono scattati i controlli da parte delle polizie locali soprattutto per quanto riguarda le riviere, dove, come la scorsa primavera gli agenti incrementeranno ulteriormente i già fitti controlli stradali generalizzati e, qualora giungessero segnalazioni, effettueranno accertamenti presso le case delle vacanze e in altre aree della nostra regione, le istituzioni locali si sono già attivate predisponendo controlli mirati volti ad accertare la presenza di lombardi, piemontesi e valdaostani nelle “seconde case” della Riviera. Non controlli mirati verso i “foresti” ma servizi ad ampio raggio, che interesseranno anche (e soprattutto) le seconde case.