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Isola ecologica del mercato di Bolzaneto, anche i fruttivendoli contro la dismissione

Con la chiusura della raccolta centralizzata, dovrebbero "conservare" gli imballaggi nei negozi fino al ritiro porta a porta

Genova. Continua la protesta degli addetti all’isola ecologica del mercato ortofrutticolo di Bolzaneto, che da diverse settimane sono in agitazione contro il progetto di Amiu di dismettere l’area e il servizio per passare ad una raccolta dei rifiuti in modalità “porta a porta”.

Continua e si allarga: a solidarizzare con i 12 lavoratori a rischio, infatti, sono infatti molti commercianti fruttivendoli che dalla nuova impostazione potrebbero ricevere, secondo la loro previsione, solo disagi. Secondo quanto trapelato da fonti sindacali, infatti, la raccolta degli imballaggi (leggi cassette di plastica, legno o cartone) non sarebbe più centralizzata nel luogo dove il prodotto viene venduto all’ingrosso, ma gestita “a domicilio” presso i negozi stessi.

A creare il disagio sarebbe quindi la gestione dei rifiuti in attesa del ritiro: come ci spiegano alcuni commercianti, infatti, si tratterebbe di decine di cassette vuote da tenere in negozio per una quantità di tempo ad oggi non quantificabile e non assicurata, mentre oggi, “già che si va a comprare la frutta e la verdura, si portano gli imballaggi del giorno prima, con un viaggio solo, senza aver alcun tipo di accumulo in negozio o presso i banchi dei mercati rionali“.

Insomma, la soppressione del servizio di raccolta e differenzazione dei rifiuti oggi centralizzato nel cuore pulsante del commercio ortofrutticolo genovese, sembra scontentare tutti: da un lato i lavoratori addetti, il cui futuro è incerto, e dall’altro chi questo servizio lo utilizza da anni, e che sembra non essere stato consultato per questa decisione “calata dall’alto”.

Una vertenza che a brevissimo entrerà a palazzo Tursi, con l’opposizione in consiglio comunale sul piede di guerra: “Abbiamo portato la questione in capigruppo – sottolinea Cristina Lodi, del Partito Democratico – e chiediamo che la giunta incontri i lavoratori e faccia chiarezza. Abbiamo anche chiesto una commissione urgente, aspettiamo che venga convocata il prima possibile. Non ci fermeremo qua”.