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Impianti sciistici, Toti: “La Svizzera apre, guardiamo i numeri di chi vive di sussidi”

"Tutti a puntare il dito sull’estate ma quell’estate ha garantito gli stipendi mentre ancora non è chiaro quanto abbia alimentato la seconda ondata"

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Genova. “Domani la Svizzera apre i suoi ski resort, Francia, Austria e Slovenia decideranno cosa fare nelle prossime ore, qui una classe dirigente che guadagna migliaia di euro, dal salotto di casa, decide qual è il lavoro che vale e quale no”.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti con un post su Facebook torna a intervenire sul dibattito sollevato a livello europeo sull’opportunità di aprire la stagione degli impianti sciistici: il governo italiano è dell’idea di non concedere il via libera per timore di assembramenti e rischi di contagio soprattutto nelle code per utilizzare gli impianti e negli spazi condivisi come rifugi, bar, parcheggi.

“In tv ho sentito decine di moralisti, collegati via skype dal loro salotto, concionare sul perché pizzaioli, camerieri, cuochi, ristoratori, baristi, maestri di sci, dovrebbero restare chiusi, costi quel che costi. Quello che piace a loro è lavoro, quello che non piace non lo è”, afferma Toti.

Secondo il governatore e vicepresidente della conferenza delle Regioni la scelta dovrebbe pesare più parametri rispetto a quelli esclusivamente medici. “Se la scienza deve guidare allora guardiamo i numeri dei decessi, dei ricoverati – sottolinea – di coloro che hanno perso la loro attività e che oggi vivono a stento di sussidi”.

Poi un cenno alle polemiche sulle discoteche e le vacanze spensierate durante i mesi estivi. “Tutti a puntare il dito sull’estate ma quell’estate ha garantito stipendi certi, mentre ancora non è per niente chiaro quanto abbia alimentato la seconda ondata”, conclude.