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E’ morto Maradona, nel 2018 aveva espresso solidarietà a Genova per il crollo di ponte Morandi

Lutto nel mondo dello sport e non solo, il grande campione si è spento per un attacco cardiaco: aveva 60 anni

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Genova. Lo vogliamo ricordare così, in piena forma, ai tempi d’oro in cui giocava nel Napoli, mito vivente, numero 10 per eccellenza, a cui tanti tifosi hanno dedicato i nomi dei propri figli. Diego Armando Maradona si è spento a casa sua a causa di una grave crisi cardio-respiratoria come ha riportato, per primo, il quotidiano argentino El Clarin.

Aveva 60 anni e dieci giorni fa era stato ricoverato e poi dimesso per un delicato intervento al cervello. Anche Genova lo ricorda in queste ore e ricorda anche le sue parole spese in segno di solidarietà con la città, nei giorni del crollo di ponte Morandi. Parole di cordoglio ma anche di rabbia per quanto accaduto.

Il crollo del ponte in Italia mi fa male nell’anima, come tutti. Lì (come in molte parti del mondo) se il lavoro costa 100, loro lo fanno per 50. E il resto se lo tengono quelli che hanno vinto l’appalto. Quelli che vivono o hanno vissuto lì, sanno che sfortunatamente le regole non vengono rispettate. È terribile, ma è così. Ed è sempre la gente a pagarne le conseguenze. Le mie condoglianze alle famiglie delle vittime“, aveva scritto il campione sulla sua pagina Facebook.

E da non dimenticare come l’era del goleador al Napoli si era chiusa proprio a Genova, in una partita contro la Sampdoria: il 24 Marzo 1991 Maradona scese in campo per l’ultima volta con la maglia (non azzurra bensì rossa per l’occasione) segnando anche la sua ultima rete, su calcio di rigore (calciato due volte, a causa di giocatori in area, e in entrambi i casi la mise a fil di palo, imparabile). Una rete inutile ai fini del risultato: 4-1 per la Samp nell’anno dello scudetto.

E proprio la Sampdoria pochi giorni fa, attraverso i social, gli aveva fatto gli auguri per il suo sessantesimo compleanno. Oggi lo ricorda così:

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Il Genoa sceglie per omaggiarlo un commovente AD10S Diego e una foto che lo ritrae insieme a Pato Aguilera, mitico ex attaccante rossoblù, uruguaiano.

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Anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha espresso un messaggio di cordoglio. “È morto Maradona. È finita un’era per tutti noi.
Il calcio oggi perde il suo più grande campione: ciao Diego. Chissà se da lassù parlerete di quel goal…” scrive su Facebook postando la foto dei quarti di finale di Messico 86 contro l’Inghilterra, quella della celebre “mano de dios”.

Genio e sregolatezza, definito da molti il miglior giocatore di calcio di tutti i tempi, ne è anche uno dei rappresentanti più controversi per le sue vicende dentro e fuori il campo: fu sospeso due volte per uso di cocaina e positività ai test antidoping. Dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso, risolto in parte con l’aiuto di un bypass gastrico ma che continuò a inficiare sulla sua salute, a questo si aggiungono le conseguenze della dipendenza dalla cocaina, dalla quale diceva di essersi liberato dopo più cicli di disintossicazione. Adesso è da un’altra parte. E chissà se avrà restituito la famosa “mano” al legittimo proprietario.