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Dpcm, la Liguria in ‘zona gialla’: chiudono i musei ma non bar e ristoranti

Per le scuole didattica a distanza per le scuole superiori

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Genova. La Liguria è stata inserita nella fascia gialla dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. Tra le norme valide per tutto il Paese e quindi per le zone gialle c’è il “coprifuoco”, ovvero la limitazione della circolazione delle persone, dalle 22 alle 5.

Sarà quindi vietato circolare in quelle ore, salvo per comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. E’ raccomandato di non spostarsi se non per motivi di salute, lavoro, studio e situazioni di necessità. E’ prevista la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, sabato e domenica, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno.

Le nuove regole
E’ prevista la chiusura di musei e mostre. È stabilita la didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; sarà in presenza la didattica per le scuole dell’infanzia, elementari e medie. Sono chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

E’ prevista la riduzione fino al 50 per cento per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. E’ prevista la sospensione delle attività di sale gioco, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie. E’ in vigore la chiusura di bar e ristoranti alle 18. l’asporto è consentito fino alle 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

Le zone
Insieme alla Liguria sono in zona gialla anche Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Marche Molise, Sardegna, Umbria, Veneto, le province di Trento e Bolzano. “Nell’area arancione, con criticità medio alta, ci sono Puglia e Sicilia” ha detto Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. In zona rossa finiscono invece Piemonte, Lombardia, Calabria e Valle d’Aosta.

La situazione
Conte ha ricordato che “da ottobre il numero di casi quasi raddoppiato, difatti l’Rt è aumentato fino a 1,7 a livello nazionale. Ma in alcune regioni è anche superiore. Rispetto ai mesi scorsi, oggi abbiamo un piano di monitoraggio della curva articolato, basato su 21 parametri. Questa è la bussola che indica dove e come intervenire. Se introducessimo misure uniche produrremmo un duplice effetto negativo: da un lato non adotteremmo misure adeguate ed efficaci per le regioni a maggior rischio e dall’altro applicheremmo misure troppo restrittive in regioni nelle quali la situazione è meno grave. Per questo abbiamo distinto l’intera penisola in tre aree: gialla, arancione e rossa, ognuna con precise misure restrittive. Entreranno in vigore venerdì: ho voluto differire di un giorno per consentire a tutti di disporre di un tempo congruo ad organizzare le proprie attività