Genova. Protesta questa mattina davanti all’ingresso di via Balbi 5 degli studenti universitari del collettivo Come studio Genova. “Siamo studenti, non utenti” si legge sullo striscione sorretto da due studentesse davanti alla scala di accesso dell’Università.
“Chiediamo un vero diritto allo studio – dice Federico Palacio, portavoce del collettivo, che spiega al megafono le ragioni del blitz. “Chiediamo di poter studiare gratis in un’università che sia realmente publica come prevede la Costituzione”.
Il tema del diritto allo studio e di un’università realmente accessibile a tutti è diventato più urgente in quest’epoca di pandemie con un numero crescente di studenti costretto ad abbandonare gli studi e di famiglie in difficoltà ad aiutare i figli a sostenere i costi dell’istruzione superiore.
“Come collettivo universitario – spiega ancora Palacio – abbiamo ottenuto tavoli di trattativa con istituzioni a tutti i livelli ma sempre troviamo un rimbalzo di palla di competenze. L’unica decisione presa è stata l’aumento della soglia Isee per accedere alla no tax area, come se le tasse universitarie fossero l’unica spesa degli studenti”.
I costi sono invece molti di più: “Ci sono gli affitti per chi viene da fuori, i costi per mangiare a pranzo, i libri. Non è possibile che questo governo non abbia mai preso iniziative a favore egli studenti e in particolare degli studenti lavoratori, quasi sempre precari e che in questo periodo vengono licenziati e non hanno nemmeno la cassa integrazione”