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Diga Perfigli, le associazioni ambientaliste: “Progetto anacronistico che ostacola la valorizzazione dell’area”

"Un progetto superato, oggi la scienza ci dice che si può intervenire in maniera migliore e più efficace"

Lavagna. Dopo il no degli enti locali, anche le associazioni ambientaliste si schierano contro il progetto della diga Perfigli, il nuovo grande argine che, secondo il progetto di Città Metropolitana, dovrà contenere l’Entella nelle sue piene, ma che di fatto taglia in due la pianura agricola di Lavagna, con un intervento molto invasivo.

Un progetto, che nonostante abbia più detrattori che sostenitori, sembra inarrestabile. Era il non tanto lontano 11 novembre 2014 quando un intenso nubifragio si abbattè sul Tigullio e il fiume Entella straripò, inondando di fango strade, case e negozi. L’alluvione mise in evidenza il grave stato di degrado e di dissesto idrogeologico in cui versa il fiume da decenni. Soffocato dal cemento delle costruzioni lungo gli argini e ostruito in foce da almeno 500.000 mc di sedimenti trasportati in questi anni, il fiume è sempre più a rischio esondazione anche per eventi meteorologici meno intensi di quelli del novembre 2014.

Alla soluzione di un dragaggio dinamico in foce proposto dal Comitato promotore del Contratto di fiume e sostenuto da molte associazioni ambientaliste e di categoria, si sta preferendo la realizzazione di un muraglione lungo la sponda sinistra, la cosiddetta ‘Diga Perfigli’, che va a tagliare l’area golenale e la piana agricola. Le associazioni ambientaliste e animaliste, il Comitato promotore per il Contratto di fiume, Medici per l’Ambiente-ISDE Genova e FIAB considerano questo progetto edilizio lungo l’argine ormai anacronistico, sia perché l’uso del cemento in contesti simili era considerato una soluzione valida negli anni ’60, quando oggi la tecnica e la scienza offrono, invece, soluzioni più moderne e meno impattanti, sia perché la situazione idrogeologica del fiume si è notevolmente modificata da quando il progetto è stato redatto. Inoltre qualsiasi problema relativo al fiume va analizzato considerando l’intero bacino idrografico in tutte le sue problematiche e criticità, prescindendo dalle singole situazioni che di volta in volta vengono alla ribalta, soprattutto in conseguenza di eventi calamitosi.

“Questo è il principio fondamentale del Contratto di fiume, uno strumento di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale. Uno strumento non solo riconosciuto, ma anche già operativo in molti paesi europei e regioni italiane e che ad oggi, invece, in Liguria non ha neanche il riconoscimento istituzionale della Regione – si legge in un comunicato stampa firmato da Legambiente sez.Tigullio, Lipu sez Tigullio, ISDE Genova, Italia nostra sez Tigullio, Pro Natura Genova, WWF Genova, Comitato Contratto di fiume per l’Entella, Friday for future Genova, LIDA, Ayusya, FIAB Tigullio – Le sottoscriventi associazioni e comitati sostengono che sulla piana dell’Entella urge intervenire per la mitigazione del rischio idrogeologico con tecniche naturalistiche di basso impatto ambientale, per la riqualificazione e rinaturalizzazione del corso d’acqua, per la valorizzazione del paesaggio agricolo e per la tutela dell’Oasi faunistica, obiettivi che il progetto di edilizia approvato dalla Città metropolitana di Genova non persegue, anzi ostacola”.