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Detenuto psichiatrico pericoloso in permesso tenta di aggredire scorta: riportato a Marassi

La denuncia della Uilpa: "Assurdo concedere questi permessi in questa emergenza covid"

Genova. Un detenuto psichiatrico nel carcere di Marassi di pericolosità estrema per le persone, ha creato parecchi problemi durante un viaggio di permesso per raggiungere Bari a causa della morte del nonno.

L’uomo, che ha girato circa 50 istituti penitenziari (per reiterate aggressioni al personale di polizia penitenziaria, trasferito sempre per ordine e sicurezza) doveva prendere un aereo da Milano per Bari con scalo a Roma con la scorta della polizia penitenziaria di Marassi e con partenza alle tre di questa mattina da Genova (non a norma la traduzione nell’orario notturno).

Fabio Pagani, segretario regionale Uil-Pa penitenziari Liguria, denuncia: “Assurdo che gli sia stato concesso un permesso in tempo di Covid-19 con emergenza Arancione. Il detenuto barese, pericolosissimo, stava per essere imbarcato sull’aereo da Milano Malpensa, ma per tutto il viaggio da Genova aveva già iniziato a creare enormi problemi con minacce e tentativi di aggressione alla scorta”. Giunto a Milano il personale di polizia penitenziaria  ha reputato che non vi fossero le condizioni di sicurezza per l’ imbarco del detenuto a Milano Malpensa ed è stata costretta a riportare il detenuto a Marassi.

“Se fosse salito in aereo – dichiara il sindacalista Uil  –  forse staremmo qui a parlare di tutt’altro. Chi concede questi benefici a soggetti così pericolosi se ne assuma anche la responsabilità. Non è possibile che l’amministrazione penitenziaria, il governo, le istituzioni, mandano la polizia penitenziaria allo sbando, al macero. Al dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e al ministero della Giustizia chiediamo di accelerare sulla revisione del modello custodiale, ma anche di costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico di detenuti che abbiano aggredito e procurato lesioni permanenti agli operatori penitenziari e, conseguentemente, pure danni all’erario”.