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Delitto di Bargagli, arrestato ‘Buccin’. La telefonata alla figlia: “L’ho trovato, adesso non succederà più”

Aveva colpito Giuseppe Carbone dopo una lite per alcune bollette non pagate, 40 giorni dopo l'uomo sarebbe morto

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Genova. “L’ho trovato, vedrai che adesso non succederà più”. Così la sera del 7 ottobre Sergio Schiezzari, noto come Buccin e titolare del ristorante Prie Neigre a Bargagli dice per telefono alla figlia dopo aver colpito Giuseppe Carbone, che morirà dopo 40 giorni di coma. A ricostruire la vicenda che ha portato ieri all’arresto di Sergio Scozzari è proprio l’ordinanza del gip Claudio Siclari.

Quella sera Carbone, che stava litigando da tempo con il ristoratore per alcune bollette non pagate in una casa a Traso affittate a un terza persona, era andato alle Prie Neigre a cercare Schiezzari, con la bolletta in mano. Aveva bevuto parecchio e, non trovandolo, aveva infastidito clienti e cameriera insultando il ‘Buccin’.

Dopo aver saputo cosa era accaduto al ristorante dalla figlia, Schiezzari disse che sarebbe andato a Traso a cercare Carbone per dargli una lezione.
Avevano litigato sotto casa: le urla, poi gli spintoni e uno schiaffo molto forte che aveva fatto finire a terra Carbone provocandogli un gravissimo trauma cranico. Subito dopo il Buccin aveva richiamato la figlia: “L’ho trovato, vedrai che adesso non succederà più”, ma rassicurandola sul fatto che Carbone era vivo quando lo aveva lasciato, ma che gli aveva dato “uno schiaffo così forte da avergli fatto male”.

Alla convivente, invece, Schiezzari poco dopo aveva inviato una foto che riproduceva Carbone disteso a terra. lei lo chiamò subito e lui le disse che quando cosa era successo al locale, aveva preso la macchina
della pizzeria ed era andato a cercare Carbone e “quando lo ha trovato gli ha dato uno schiaffo”, “ed ha solo più volte recriminato sul fatto che si sarebbe
rovinato la vita per colpa di Carbone” riassume il gip nell’ordinanza.

Schiezzari ieri pomeriggio è stato arrestato dai carabinieri di Chiavari con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi e dall’aver colpito una persona che si trovava in stato di minorata difesa. Il sostituto procuratore Francesco Cardona aveva chiesto il carcere, ma il gip ha optato invece per gli arresti domiciliari.

Alla figlia che dopo la chiamata del padre quella sera si era preoccupata per le sorti di Carbone, lui aveva risposto “gli ho dato uno schiaffo, penso di avergli dato uno schiaffo così forte da avergli fatto male”; lei “sempre più preoccupata gli ha domandato se fosse vivo – riporta l’ordinanza – e papà ha confermato il fatto, dicendo -sì, l’ho lasciato con uno”.

Schiezzari è un uomo forte e robusto che, come ha ammesso lui stesso con il vicino di casa che, avendo assistito alla scena, aveva soccorso Carbone e chiesto a Buccin perché lo avesse picchiato aveva detto: “Quando sono arrabbiato non vedo più niente e nessuno”.

Il gip Claudio Siclari definisce Schiezzari, che ha precedenti specifici per lesioni aggravate, “una persona pericolosa e violenta incapace di controllare gli impulsi aggressivi, dettati da motivi del tutto futili”. “L’indagato ha reagito in modo sproporzionato all’atteggiamento assunto da Carbone – dice il giudice – lo ha affrontato con violenza,
nonostante il suo evidente stato di ubriachezza, e lo ha picchiato, colpendolo
anche con uno schiaffo al volto, talmente violento da fargli uscire sangue dal
labbro, e da farlo cadere pesantemente a terra”.

Le spinte e poi quello schiaffo fatale contro un uomo che non era capace di reagire. Dopo che Carbone era finito a terra senza dare segni di ripresa, Schiezzari si era limitato a dargli due buffetti sul viso. Poi all’arrivo del vicino di casa “era risalito in macchina e se ne era tornato al ristorante senza neppure attendere l’arrivo dell’ambulanza chiamata dal vicino”.