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Da oggi la Liguria è in zona gialla: respirano bar e ristoranti, ma il Natale è un’incognita

Il governo studia nuove restrizioni per impedire una risalita dei contagi dopo le feste

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Genova. Dalla scorsa mezzanotte la Liguria è ufficialmente uscita dalla zona arancione e sono dunque terminate (almeno per ora) le restrizioni più severe su spostamenti e ristorazione. Una boccata d’ossigeno per bar e ristoranti, che possono riaprire almeno a pranzo, ma con molte incognite all’orizzonte. Perché se è vero che i dati dell’emergenza coronavirus oggi sono più rassicuranti di due settimane fa, l’obiettivo del governo è quello di evitare in tutti i modi una terza ondata dopo le feste di Natale.

Da stamattina possono riprendere la loro normale attività i locali che somministrano cibo e bevande, ma resta l’obbligo di chiudere alle 18, con possibilità di vendere d’asporto fino alle 22 e consegnare a domicilio senza limiti di orario. Molti ristoratori, vista anche la bella giornata che invoglia a uscire di casa, hanno scelto di ripartire subito nonostante il poco tempo a disposizione per approvvigionarsi. Resta spenta invece la movida serale, che era stata la prima a chiudere.

Per quanto riguarda gli spostamenti, via libera a quelli fuori dal proprio comune anche per motivi diversi da lavoro e necessità mentre al momento rimane di fatto impossibile uscire dalla Liguria che è circondata da regioni in zona arancione. Per gli stessi motivi da Lombardia (che non confina ma è vicina), Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana non si può entrare in Liguria se non con una valida autocertificazione.

LIGURIA IN ZONA GIALLA: ECCO CHE COSA CAMBIA

Giovedì scade il Dpcm in vigore e il governo sta mettendo a punto quello nuovo. Allo studio c’è una “zona gialla rinforzata” con regole più severe di quelle attuali per evitare una recrudescenza dopo le festività, anche perché in base all’andamento dei dati l’esecutivo si attende che tutta l’Italia sia zona gialla entro metà dicembre.

Si pensa quindi di vietare in tutti i casi gli spostamenti tra regioni, con possibili deroghe per i ricongiungimenti familiari ma non per il turismo e le seconde case. Fa discutere il coprifuoco alle 22 anche alla vigilia di Natale che potrebbe causare l’anticipo obbligato della tradizionale messa di mezzanotte. E proprio sui ristoranti la fazione ‘rigorista’ spinge per la chiusura serale anche il 25 e 26 dicembre per scongiurare pranzi e cenoni fuori dalle regole.

Intanto a Genova è sempre in vigore – probabilmente per l’ultimo weekend – l’ordinanza che vieta dalle 12 alle 19 l’accesso alle passeggiate sui lungomari e alle spiagge, anche se è possibile il transito per raggiungere abitazioni, negozi e locali aperti. Nel mirino anche le strade che portano sulle alture, domenica scorsa intasate di auto, con la possibilità di vietare il transito se il numero di veicoli dovesse superare le condizioni di sicurezza.

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