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Covid: “Le nostre vite valgono più dei vostri profitti”, protesta a De Ferrari fotogallery

"Chiediamo investimenti nella sanità e nei servizi essenziali, non la militarizzazione delle città, la colpa è della politica non dei cittadini"

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Genova. Ci sono anche alcuni camici bianchi appesi a una corda a simboleggiare la carenza di assunzioni nel mondo della sanità che ha caratterizzato il passato ma anche il presente e che ha fatto sì che “ci troviamo di nuovo impreparati davanti al virus”.

Poi moltissimi striscioni che affrontano i temi della manifestazione convocata per questo pomeriggio dietro lo slogan “Salute e reddito, le nostre vite valgono” e “Insieme siamo la cura”. A promuovere il presidio una realtà eterogenea fatta di studenti, lavoratori della sanità, centro sociali: “E’una piazza aperta a chiunque voglia condividere esperienze, proposte e contenuti.

Parallelamente, sempre in piazza De Ferrari, è cominciata la manifestazione parallela promossa da Genova Antifascista dietro lo slogan “Voi chiudere noi apriamo”. “Diamo voce alla rabbia di chi a causa dell’inefficienza delle istituzioni nel gestire la pandemia ha perso il lavoro – si legge nella convocazione sulla pagina Facebook della manifestazione – a chi ha aspettato per mesi l’arrivo della cassa integrazione, a chi attende un tampone e a tutti gli studenti che, ancora una volta, si vedono negare il diritto allo studio”.

“Siamo qui in questa piazza per indicare quelli che sono i responsabili di quello che stiamo vivendo” spiegano i promotori del presidio al megafono che nei giorni scorsi avevano lanciato sui social diversi ‘meme’ per mettere l’accento sulla responsabilità della politica da quella locale a quella nazionale, dal sindaco di Genova Marco Bucci accusato di non aver investito nel trasporto Bucci al governatore Toti per quanto riguarda la sanità alla ministra Azzolina “per la mancata messa in sicurezza del mondo della scuola”.

“Quello che diciamo è che la responsabilità nella gestione di questo virus è delle istituzioni – spiegano – e rifiutiamo la colpevolizzazione dei cittadini e la militarizzazione delle città” e chiediamo investimenti nei servizi pubblici.

Tra i tanti striscioni ci sono quelli che puntano il dito su sanzioni e controlli da parte delle forze dell’ordine: “Meno divise più camici” ma la maggior parte sono dedicati alla sanità: “Meno privatizzazioni più tamponi”, “Sulla salute non si specula: tamponi gratis”. Altri dedicati al mondo della scuola e dell’università: “Provatelo voi il brivido di non avere un futuro” e “Non utenti ma studenti”.

Alla manifestazione stanno al momento partecipando circa 300 persone, con mascherine e rispetto del distanziamento e interventi che si susseguono al megafono.