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Covid, il consiglio comunale di Genova promuove le “stanze degli abbracci” nelle rsa

Approvati documenti dell'opposizione che chiedono alla giunta di attivarsi nelle opportune sedi per portare nelle case di riposo la sperimentazione vista in Veneto

Genova. A Castelfranco Veneto c’è una casa di riposo, la Domenico Sartor, che nelle ultime settimane è balzata agli onori della cronaca per una trovata che sembra semplice ma che, almeno tecnicamente, non lo è: nel “salone delle rose” dell’rsa i parenti degli anziani ospiti possono abbracciarli in sicurezza, anche in periodo di emergenza pandemica, attraverso un sistema di pannelli di plexiglass e teli di nylon. Non c’è contatto pelle su pelle, ovviamente, ma il calore e la forza dell’abbraccio sono concessi. Possibili.

Avvicinare nel momento della pandemia gli anziani, e i malati, alle loro famiglie anche facendo riferimento ad alcuni protocolli sperimentali come la “stanza degli abbracci” è l’obbiettivo di due ordini del giorno dell’opposizione – Pd e Italia Viva – presentati oggi dalle consigliere Cristina Lodi e Maria José Bruccoleri approvati dalla giunta e votati dal consiglio durante la seduta monotematica dedicata all’emergenza Covid. La giunta ha detto sì ai documenti ma con alcune modifiche.

“E’ un progetto che mi piace come assessore e come medico – ha detto l’assessore alla Salute Massimo Nicolò – tant’è che ho contattato i dirigenti della casa di riposo di Castelfranco Veneto che mi hanno spiegato come sia stato complesso arrivare a quella sperimentazione, tuttavia noi possiamo attivarci ma con il governo affinché esso definisca i protocolli necessari”.

Secondo Cristina Lodi, capogruppo del Pd “è importante definire nuove modalità di contatto tra ospiti di strutture e familiari durante e anche dopo l’emergenza sanitaria”, per Maria José Bruccoleri “per i ricoverati e gli anziani ospiti delle rsa è essenziale mantenere un periodico contatto fisico essenziale per la salute fisica e psicologica e per la dignità delle persone”.