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Coronavirus, Toti: “Prima regione a tirare fuori la testa dalla seconda ondata”

E guarda alle festività: "Non avremo un natale e un capodanno di grandi cenoni e feste in piazza, ma non può essere neanche un natale penitenziale. Deve essere un natale gioioso"

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Genova. “In Liguria il numero dei guariti ha superato il numero dei nuovi contagiati, quindi siamo tornati a un RT sotto l’ uno. Siamo la prima regione d’Italia a tirare fuori la testa da questa seconda ondata: questo avviene perché eravamo partiti prima, perché abbiamo chiuso un pezzo di Genova, perché abbiamo chiuso La Spezia, perché abbiamo vietato gli assembramenti in tutta la regione, insomma perché abbiamo fatto le cose giuste di nostra iniziativa, ancora prima che il governo le chiedesse”.

Queste le parole del governatore Giovanni Toti in commento agli ultimi aggiornamenti sulla situazione sanitaria in Liguria: “Ci sono solo tre regioni in Italia con RT sotto l’uno: oltre alla Liguria, il Lazio e la Sardegna. Noi però siamo circondati da regioni in zona rossa: questo vuol dire che abbiamo saputo tenere bene confini e tracciamento. Ringrazio gli uffici di prevenzione che abbiamo ulteriormente rafforzato: i parametri nazionali prevedono un uomo ogni diecimila abitanti, noi ne abbiamo messi due”.

“Non dobbiamo tuttavia allentare l’attenzione – prosegue – Oggi l’indice RT è a 0,89, questo vuol dire che ogni contagiato contagia meno di una persona. Eravamo arrivati in alcune zone a 1,7, questo è il migliore risultato che abbiamo raggiunto come comunità nel tenere sotto controllo il contagio in un tempo ragionevolmente breve”.

“Verso la fine della prossima settimana ci sarà il confronto con il governo sulle nuove zone – ha detto ancora – Non abbiamo spinto per allentare le regole prima del tempo anche se i nostri numeri sono già buoni: vista la pressione che c’è ancora sugli ospedali penso che sia prudente tenere ancora un profilo attento, anche in vista delle festività natalizie. Non avremo un natale e un capodanno di grandi cenoni e feste in piazza, ma non può essere neanche un natale penitenziale, triste e cupo come lo dipingono alcuni. Deve essere un natale gioioso, con i suoi riti religiosi e civili e con i negozi aperti: c’è bisogno di dare fiato anche a loro nelle settimane che valgono una buona fetta del loro reddito annuale. Stiamo già pensando a dare una mano con illuminazioni in tutte le città. Con calma, senza fretta, con grande attenzione andremo verso un progressivo allentamento delle misure”.