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Coronavirus, obiettivo stop contagi per salvare il Natale ma sarà comunque “a distanza”

Toti punta a uscire dalla zona arancione entro l'8 dicembre, il governo valuta di eliminare il coprifuoco per il cenone della vigilia

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Genova. Mentre in Liguria e in tutta Italia l’epidemia sembra iniziare a rallentare, l’orizzonte economico e sociale è sempre più definito: bisogna fare di tutto per salvare il Natale.

“Dipenderà dai dati dell’epidemia. Vedremo dopo la scadenza dell’ultimo Dpcm, il 3 dicembre”, ha spiegato ieri il ministro Francesco Boccia. Che comunque ha promesso “rigore“, perché “la priorità è mettere in sicurezza sul piano sanitario il Paese“. Eppure nel governo si inizia a discutere di un assetto normativo in grado di salvare almeno il cenone della vigilia e quello di Capodanno, posticipando di qualche ora il coprifuoco che adesso scatta alle 22.

I commercianti si stanno organizzando per anticipare la corsa ai regali, prima che la curva dei contagi subisca un’inversione di tendenza in grado di portare a ulteriori restrizioni. D’altra parte hanno fatto discutere ieri le immagini di via XX Settembre affollata per lo shopping, tanto che il presidente ligure Giovanni Toti è tornato a bacchettare i genovesi, come ai tempi della polemica su via Sestri, spiegando che va bene andare nei negozi ma non va bene lo “struscio” con gli amici. D’altra parte nel weekend restano vietate le passeggiate sui lungomare e anche questo ha contribuito a spostare il passeggio in centro.

L’obiettivo di Toti è uscire dalla zona arancione entro l’8 dicembre, festa dell’Immacolata che per tradizione dà il via al periodo natalizio. “Me lo immagino con l’albero di Natale, tanta musica natalizia e spero con gli italiani che hanno voglia di un sorriso dopo tanto dolore, spero con una ripresa dei consumi anche in un momento difficile per i nostri amici commercianti”, si era augurato il presidente ligure cinque giorni fa. E oggi rilancia: “Il mio obiettivo è vedere scendere la diffusione del virus nei prossimi dieci giorni, vedere l’Rt sotto 1. Vedere calare la presenza di malati nelle corsie di ospedale e i pronto soccorso meno affollati (qualche segnale già c’è)”.

Il Codacons nazionale, intanto, prevede già consumi in calo a 8,55 miliardi di euro (-14,5%), con una perdita che potrebbe sfiorare 1,5 miliardi e toccare anche il settore alimentare, oltre a regali e addobbi per le feste. E’ il prezzo da pagare per uscire il prima possibile dalla pandemia, anche se si riuscisse ad avere qualche ora di serenità.

“Togliere il coprifuoco a Natale? Non ne abbiamo ancora parlato – spiega il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova -. Non è questione di essere favorevoli o contrari, si tratta di lavorare e impegnarsi tutti con responsabilità per arrivare alle feste con una condizione sanitaria migliore rispetto a quella di adesso”.

In ogni caso dovrà essere un Natale sobrio, con distanziamento e mascherine, con molti divieti che rimarranno in vigore. Anche se un grosso rischio potrebbe arrivare proprio dalle abitudini tipicamente italiane legate a questa festa: cenoni in famiglia con decine di invitati e viaggi da una parte all’altra del Paese per ritrovare i parenti. Tradizioni che il governo proverà certamente a “scoraggiare”, anche se questo non potrebbe bastare.