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Coronavirus, il garante per l’infanzia della Liguria: “Ridurre l’uso della mascherina a scuola”

Lalla e Arkel inviano una lettera al garante nazionale: "Considerare gli aspetti psicologici e le controindicazioni"

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Genova. Più flessibilità nell’uso della mascherina in classe con possibilità di ridurne l’utilizzo. È la richiesta che il garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria Francesco Lalla ha rivolto al garante nazionale.

In una lettera, sottoscritta anche da Dario Arkel dell’ufficio garante regionale, Lalla chiede un intervento a livello nazionale presso la presidenza del Consiglio dei ministri affinché la questione sia esaminata con attenzione “ed eventualmente renda possibili forme di alleggerimento e di flessibilità riguardo l’uso delle mascherine nelle scuole”.

L’iniziativa è stata assunta nei giorni scorsi dopo che sono giunte da parte di numerose famiglie liguri richieste di chiarimenti, ma anche proteste, per l’obbligo del dispositivo negli istituti. Nella lettera si precisa l’importanza della mascherina quale strumento di contrasto alla diffusione del Covid 19, ma si sottolineano anche “gli aspetti psicologici di relazione e socializzazione con i compagni che comportano maggiori difficoltà per i bambini” e le controindicazioni legate ad un uso prolungato, soprattutto fra i giovanissimi. Secondo Lalla all’interno delle scuole finora non sono stati registrati focolai.

Qui di seguito proponiamo il testo integrale della lettera:

Gent.ma Garante,

Le scriviamo in qualità di Garante dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria per informarLa della grande quantità di richieste, di chiarimenti e pure di insofferenze e proteste, per l’uso obbligatorio della mascherina per i bambini inseriti nelle scuole primarie anche in situazione di staticità e indipendentemente dalle condizioni di distanza.

Si tratta di una questione molto sentita dai genitori, che meriterebbe una riflessione approfondita sull’argomento.

E’ vero infatti che indossare la mascherina infastidisce chiunque, e i bambini in particolare. Essa però risulta necessaria quale principale prevenzione al virus Covid-19, come formulato nel DPCM del 3-11-2020 e ribadito dal portavoce del Ministero dell’Istruzione.

E’ vero anche che portare la mascherina può essere visto quale elemento dell’Educazione Civica, o comunque mostrarsi quale condizione che può insegnare il rispetto dell’altro oltreché di se stessi rendendo consapevoli i bambini circa i metodi di protezione fisica (si veda l’art. 24 della Convenzione dei Diritti del Fanciullo).

Tuttavia, bisogna anche considerare gli aspetti psicologici di relazione e socializzazione con i compagni che comportano maggiori difficoltà per i bambini. Ed è indubbio che la mascherina abbia controindicazioni se indossata per ore e ore, soprattutto proprio per i bambini. Inoltre è statisticamente provato – ed è opinione degli esperti e non solo – che all’interno delle scuole non si siano verificati focolai virali.

Riteniamo del resto che sia doveroso che gli adulti – genitori, insegnanti, educatori – sappiano cogliere e modificare/riscoprire e rinegoziare i momenti in cui i bambini possano abbassare la maschera con consapevolezza. Questo richiede uno sforzo di creatività personale da parte degli insegnanti che, mai come in questo caso, può essere concretamente sviluppata.

Ai bambini vorremmo fosse trasmessa l’idea della sicurezza e praticarla senza alcun dubbio, ma non possiamo trascurare possibilità che rendano meno disagevoli e drastiche le modalità e il tempo di uso della mascherina.

Alla luce di queste considerazioni, Le chiediamo di intervenire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché l’argomento in parola venga esaminato con attenzione, fornisca motivazioni più congrue e, eventualmente, renda possibili forme di alleggerimento e di flessibilità riguardo l’uso della mascherina nelle scuole.

Sentitamente La ringraziamo. Le inviamo cordiali saluti e l’augurio di buon lavoro.