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Coronavirus, contagi in calo nelle scuole genovesi: più che dimezzate le classi in quarantena

Effetto della zona arancione o del rallentamento generale dell'epidemia? Sampietro (Asl 3): "Entrambi i fattori"

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Genova. Da una parte è sicuramente l’effetto della “zona arancione“, che ha comportato la chiusura di tutte le scuole superiori con l’attivazione della didattica a distanza. Ma la speranza dei medici è che sia anche il sintomo di un’epidemia che inizia a rallentare. Il dato è questo: nell’ultima settimana si è più che dimezzato il numero delle classi che entrano in quarantena sul territorio della Asl 3 genovese. E il trend sembra essere in costante discesa.

Per fare un confronto: venerdì scorso, 13 novembre, il dipartimento di prevenzione ha disposto l’isolamento per 19 classi in cui almeno un alunno era risultato positivo al coronavirus. Una settimana prima, il 6 novembre, giorno in cui sono scattate le nuove restrizioni imposte dal ministero della Salute, questo numero corrispondeva a 54, quasi tre volte tanto. In quella stessa settimana era stato raggiunto il picco di 64 classi bloccate in un solo giorno.

“È l’effetto della didattica a distanza diventata obbligatoria nelle scuole superiori – commenta l’assessore alla scuola del Comune di Genova, Barbara Grosso -. Il problema è che non è per forza a scuola che ci si ammala. I ragazzi spesso si contagiano fuori dagli istituti, sui mezzi pubblici, per strada. Questa specie di lockdown ha permesso di contingentare molto il fenomeno”.

Dati confermati anche dal direttore socio-sanitario della Asl 3, Lorenzo Sampietro: “Nell’ultima settimana stiamo assistendo a una riduzione delle classi in quarantena. Nel weekend la sommatoria complessiva di quelle entrate isolamento ammontava a 26, più di una settimana fa erano 40. Inoltre sta diminuendo sempre di più il numero di casi non negativi che rileviamo attraverso l’attività di screening: oggi, per esempio, all’istituto comprensivo di Molassana su 156 tamponi antigenici erano tutti negativi”.

Ad oggi, da quanto risulta alla Asl 3, sono complessivamente 52 le classi costrette alla didattica a distanza perché uno o più compagni hanno contratto l’infezione (esclusi, ovviamente, gli studenti di licei e istituti tecnici e professionali che restano a casa per decreto). Per la stessa ragione dall’inizio dell’anno scolastico ben 711 classi hanno abbandonato i banchi per le canoniche due settimane.

Ma la ragione del miglioramento è da imputare alla serrata delle superiori (che pesano per il 37% sul totale degli studenti, come abbiamo spiegato qui, quindi meno della diminuzione delle quarantene) o piuttosto a una generale frenata dei contagi? “Probabilmente entrambi i fattori – spiega Sampietro -. Ci auguriamo che le misure prese siano servite, ma potrebbe anche trattarsi di un miglioramento generale della situazione. La risposta la avremo solo a fine mese quando dovremo verificare se questo dato sarà confermato o meno”.