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Certificati di quarantena per l’Inps, in Liguria vicina la soluzione per averli in automatico

Oggi molte persone - contatti di caso positivo ma non malate - non riesco a ottenere i documenti per vedersi retribuiti i giorni di stop a casa

Genova. In questo momento, con i malati in attesa fuori dagli ospedali sulle barelle delle ambulanze, con la crescita della curva dei contagi e con le terapie intensive vicine al livello di guardia, potrebbe essere considerato l’ultimo dei problemi. Tuttavia sono molte le persone che, in queste settimane, hanno riscontrato difficoltà nell’ottenere i certificati di quarantena da parte dei propri medici di famiglia.

Il problema riguarda alcune categorie di persone, in particolare i casi di contatto certo e quelle in attesa di tampone, persone costrette per legge a isolarsi a casa almeno per 10 giorni e quindi a non poter svolgere il proprio lavoro (se non in smart working, per chi può). Persone, però, tecnicamente non malate. “Quindi io, medico, non posso emettere un normale certificato di malattia, cosa che è più semplice invece per chi sia positivo”, spiega Andrea Stimamiglio, segretario regionale del sindacato Fimmg, medici di medicina generale.

La procedura prevede che per ogni persona sottoposta a un periodo di isolamento l’Asl emetta una “disposizione di quarantena”, cosa che a sua volta permette al medico di base di generare il certificato relativo. A questo punto la persona può sospendere il proprio lavoro e vedersi riconosciuti dall’Inps i giorni di quarantena come di malattia in busta paga.

In tutto il Paese questa procedura sta, come altre, subendo gli effetti di alcuni colli di bottiglia ma a breve dovrebbe esserci almeno una parziale soluzione. “Alisa ci ha assicurato che nei prossimi giorni il certificato di quarantena sarà caricato direttamente sul sistema Polis – continua Stimamiglio – ovvero il sistema che mette in rete i medici, i pazienti covid o sospetti covid e la asl, la situazione al momento è un po’ caotica ma a breve avremo questa possibilità, dobbiamo attendere che i certificati siano caricati sul database“.

Nel frattempo, comunque, il medico può rimandare di qualche giorno l’emissione del certificato per l’Inps (come spesso accade per le normali situazioni di malattia).

La velocizzazione e semplificazione di queste pratiche potrebbe favorire i tracciamenti dei casi sospetti e dei contatti di caso accertato. Questo perché in una fase in cui il tracking sta ormai saltando a causa dei numeri troppo alti sono poche le persone che spontaneamente si “fanno mettere in quarantena”, magari con il rischio di non poterlo certificare al datore di lavoro. La sburocratizzazione dei passaggi, in questo frangente, potrebbe rendere più efficiente l’intero sistema.