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Centro storico, la Maddalena in piazza: “La misura è colma, da tre anni il Comune non fa nulla” fotogallery

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la paventata, ma poi smentita, apertura di un centro scommesse

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Genova. “Non siamo qui per fare richieste, ci siamo stancati di fare richieste, il Comune sa benissimo quali sono le cose di cui la Maddalena ha bisogno ma non ha fatto nulla in questi tre anni e mezzo, quindi noi oggi siamo qui per protestare e per dire basta al degrado che si stratifica sul degrado”. A parlare è Marzia Giorgi, presidente dell’associazione Ama Maddalena che insieme ad altre realtà del centro storico e al coordinamento ligure Mettiamoci in gioco (contro l’azzardo), è scesa in piazza davanti a palazzo Tursi mentre all’interno si svolgeva il consiglio comunale.

“A neanche 100 passi dalla sede del Comune c’è un quartiere che vive in una situazione di perenne illegalità”, dicono i manifestanti – tutti con mascherina – anche attraverso alcuni cartelli “il degrado non si ferma a colpi di hashtag”, “vuoi bere a basso costo dopo le 18? vieni alla Maddalena”, “Maddalena il luogo delle dipendenze”, “vuoi fare sesso? vieni alla Maddalena”, “l’indifferenza favorisce la malavita”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la comparsa, qualche giorno fa, di un negozio di rivendite telefoniche con le fattezze di un centro scommesse, un tipo di attività che in base all’ordinanza sul commercio in vigore dal 2018, non dovrebbe essere concessa nel centro storico. Ieri l’assessore al Commercio e al Centro storico Paola Bordilli ha precisato che l’attività non sarà legata all’azzardo e che saranno sanzionate eventuali irregolarità.

“Non ci sarà nessuna nuova apertura di sale scommesse, pertanto ritengo male informate o strumentali alcune polemiche di questi giorni, che davano già come autorizzata tale attività. Il mio assessorato oggi più che mai rimane aperto al confronto con chiunque ami davvero il centro storico e voglia lavorare assieme per una riqualificazione attesa da troppi anni”, era stata la dichiarazione di Paola Bordilli.

Questo però non è bastato ai residenti. Che ricordano come i problemi siano tanti, troppi. Microcriminalità, lo spaccio vicino a un asilo nido, l’abuso di alcol, prostituzione, i bassi confiscati al centro storico assegnati alle associazioni solo in minima parte, illuminazione, un teatro chiuso ormai da anni, il laboratorio sociale non utilizzabile, gli uffici dei servizi sociali spostati altrove, sono alcune delle questioni in ballo da tempo, così come in ballo è, da tempo, la richiesta all’amministrazione e alle forze dell’ordine di strategie complessive per migliorare la situazione una volta per tutte.

Da capire se il grande piano del centro storico – per cui Tursi sta cercando un logo e un nome – conterrà anche alcune delle risposte alle domande che i residenti e i commercianti della Maddalena si sono stancati di porre.