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Spediporto

Effetti collaterali

“Camionisti bloccati in porto senza cibo e servizi igienici per colpa del nuovo Dpcm”

L'allarme di Spediporto e Trasportounito: "Il decreto non include porti e retroporti, necessario modificare la norma"

Savona, sciopero autotrasporto 14 gennaio

Genova. Camionisti che si troveranno bloccati in porto senza possibilità di avere alcun punto di ristoro accessibile per mangiare, ma nemmeno servizi igienici da utilizzare. È l’effetto del nuovo Dpcm che prevede l’apertura dei servizi di ristorazione solo in autostrade e aeroporti e non nelle zone di scambio logistico come porti, retroporti, interporti, centri intermodali. A lanciare l’allarme nei confronti di Regione Liguria e Mit alle soglie del weekend sono Spediporto e Trasportounito.

“Di fatto – spiega Giuseppe Tagnochetti, responsabile regionale di Trasportounito – per decine di migliaia di operatori che oggi svolgono un servizio essenziale e continuativo per il paese, poiché la logistica non si ferma mai neanche il sabato e domenica, sarà impossibile trovare un posto dove consumare un pasto, comprare un caffè o anche solo avere una toilette a disposizione”.

“E’ una situazione assurda dover portare Regione Liguria a chiedere un emendamento della norma al Mit – commenta Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto – il mondo della logistica non conosce sosta, lavora 24/7, questo per garantire a tutti gli italiani di trovare la mattina i supermercati riforniti, così come tutti gli altri negozi, e di dare continuità all’industria produttiva. Ma i nostri lavoratori sono stati abbandonati”.

“E’ una questione di civiltà, nei confronti di tantissimi lavoratori, già costretti spesso a dormire per strada, nei propri veicoli ed ora senza la possibilità di avere un minimo di conforto. Questa norma è da rivedere, così come scritta è inaccettabile”, aggiunge Botta.

La richiesta, già avanzata a livello nazionale dalle principali sigle dell’autotrasporto, è quella di modificare la norma contenuta nell’art. 2, lett. F del Dpcm estendendo la deroga lì contenuta anche a “gli esercizi di somministrazioni di alimenti e bevande siti nelle aree di sosta, nei porti, stazioni marittime, retroporti, interporti, piastre logistiche, nodi di scambio intermodale e nelle aree di sosta delle grandi direttrici di comunicazione ed in quelle non raggiungibili attraverso la rete autostradale”.