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Cacciatore ucciso a Bolzaneto: l’uomo che ha sparato e i due amici indagati per omissione di soccorso

Dopo il colpo che ha ucciso Balladore sono tornati a casa senza prestare soccorso alla vittima

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Genova. Il 30enne che ieri durante una battuta di caccia per errore ha colpito alla schiena e ucciso il 58enne Flavio Balladore è indagato dalla procura di Genova non solo per omicidio colposo ma anche per omissione di soccorso. E con lui sono indagati anche i due amici che lo accompagnavano.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla squadra mobile diretta da Stefano Signoretti infatti, il 30enne e i suoi amici dopo lo sparo accidentale sono fuggiti senza prestare soccorso alla vittima e sono tornati ognuno a casa propria. Sarebbe stato proprio il 30enne, che si trovava lontano dagli altri al momento dello sparo a dire agli amici quanto era accaduto: l’uomo sarebbe stato quindi pienamente consapevole del grave incidente che ha portato nei minuti successivi alla morte del 58enne.

Dopo la fuga precipitosa a casa uno degli amici, che neppure aveva il fucile né il porto d’armi, ha raccontato tutto al padre che lo ha immediatamente riportato il figlio sul luogo della tragedia dove nel frattempo era arrivata la polizia.

A dare l’allarme e chiamare i soccorsi è stato il figlio di 20 anni di Balladore che ha visto il padre a terra colpito da quello che potrebbe essere un pallettone da cinghiali. Il ragazzo tuttavia era circa 3-400 metri lontano dal padre al momento della tragedia e non si era nessuper allarmato quando ha sentito lo sparo, visto che erano tutti cacciatori.

I soccorsi sono stati quindi chiamati circa 20 minuti dopo il colpo rivelatosi mortale. Balladore avrebbe potuto salvarsi se fosse stato soccorso immediatamente? Oppure è morto sul colpo? Sarà l’autopsia, che dovrebbe essere effettuata mercoledì a fornire alcune fondamentali risposte.