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Buoni spesa Covid, il valore potrebbe scendere da 100 a 70 euro ma arrivare a più cittadini

Definiti nuovi criteri per l'assegnazione, l'Isee non potrà superare i 20 mila euro

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Genova. Con i 3 milioni e 52 mila euro di euro versati dal governo alle casse del Comune di Genova l’amministrazione può ripartire con i buoni spesa legati all’emergenza pandemica. Ci saranno però alcune novità che riguarderanno l’organizzazione del sistema e i criteri per l’assegnazione dei ticket.

La delibera che definisce la partita è stata adottata dalla giunta di oggi. Intanto, per arrivare al maggior numero di richiedenti possibile e per far sì che ci sia una cifra adeguata alla composizione dei nuclei familiari, si prospetta la possibilità di considerare le quote dei ticket, utilizzabili per generi alimentari e di prima necessità, tra i 70 e o 100 euro.

La decisione sul valore dei ticket sarà presa una volta stabilito il numero di richiedenti. La graduatoria non sarà la stessa della scorsa tornata, ma ne sarà stilata una nuova. Le richieste dovrebbero poter essere inoltrate al sito del Comune, se tutto sarà pronto, a partire da martedì o comunque dalla prossima settimana visto che l’obbiettivo è di ultimare la consegna dei ticket – che potrebbe anche avvenire on line, del tutto o in parte – entro Natale.

La novità maggiore nei criteri di assegnazione, invece, è quella che prevede l’utilizzo dell’Isee che, per gli aventi diritto, non potrà essere uguale o superiore ai 20 mila euro. Dopodiché per i nuclei composti da una sola persona sarà prevista una quota, due quote per due persone, tre quote per i nuclei tra le tre e le cinque persone e 4 quote per i nuclei con più di cinque persone.

A primavera con i fondi disponibili, aumentati con stanziamenti del bilancio comunale e con non poche donazioni private, era stato possibile soddisfare tutte le richieste pervenute e c’era stato anche un avanzo utilizzato per sostenere le attività delle associazioni. La maggiore attenzione, questa volta, è legata al fatto che si presume che la platea di richiedenti, visto l’aggravarsi della situazione economica generale, potrebbe essere più ampia che non in passato.