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Bonus bici, missione (quasi) impossibile: accessi bloccati, ore di attesa e quel ‘maledetto’ Spid…

Ci abbiamo provato anche noi ma quando eravamo quasi arrivati al traguardo, ecco il crash. Ma la morale della favola è: mai gettare la spugna

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Genova. Se riconoscete la foto qui sotto al paragrafo sapete già, probabilmente, come va a finire la storia che sto per raccontare. *O forse no.

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Ebbene sì, ci ho provato anche io. Ho provato a ottenere il voucher del governo per acquistare una bicicletta (nel mio caso, il sogno, sarebbe stata una splendida e sgargiante bici da strada con la quale farmi insultare dagli automobilisti, sull’Aurelia, la domenica mattina), così come altri hanno provato a ottenere la cifra massima di 500 euro per un monopattino, un e-bike o simili.

Erano mesi che aspettavo questo momento: avevo letto (e scritto) articoli sul tema, avevo letto le faq sul sito del ministero dell’ambiente, avevo atteso la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto che stanziava i fondi disponibili e avevo fatto la coda alle Poste in un giorno di pioggia e vento per avere il tanto agognato Spid. Sì, avevo optato per quello di Poste Italiane: gratuito e semplice da ottenere, mi avevano detto in tanti. Ed era vero.

A quanto pare avrei dovuto investire qualche ora e qualche decina di euro in più per dotarmi di uno Spid più funzionale perché io, come migliaia di italiani, ho buttato via una giornata di trepidante attesa a causa di un malfunzionamento di quel sistema.

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La giornata, a dire il vero, era già iniziata in salita. Una salita di quelle toste, la Bocchetta presa dal lato di Campomorone – per usare una metafora ciclistica – perché solo che per accedere al portale “Bonus Mobilità 2020” dal sito del ministero dell’Ambiente ho impiegato, in più tentativi, 3 o 4 ore. Perché era bloccato, naturalmente.

Alle 12e30 circa, finalmente, riesco ad accedere: davanti a me, nella lunga fila virtuale per inoltrare la domanda, ci sono 579677 persone. E lì il mio già scarso ottimismo comincia a vacillare. Tengo la schermata aperta, senza mai crederci davvero (ed è questo distacco che mi ha permesso di non scaraventare il portatile contro un muro alla fine del pomeriggio) e lentamente, molto lentamente, il numero decresce.

“Il tuo turno è previsto alle 16e28, hai 20 minuti per ultimare la procedura”. Ok. Anzi no. Perché nel frattempo scopro che l’inferno non è rosso e di fuoco ma è di colore giallo, ovvero quello della app di PosteID. Un concentrato di bug che neppure a volerlo immaginare così. Password rifiutati, codici fantasma, user e codici fiscali non riconosciuti. L’unico modo di sbloccarla è stato quello di tentare e ritentare, digitare compulsivamente strisce alfanumeriche finché il sistema non si convinceva.

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Fino al “mio momento”. Se avete un codice Spid di Poste Italiane e se avete provato a ottenere il “bonus bici” lo sapete già: la schermata del computer diventa bianca nel momento in cui si seleziona quell’opzione (ma a quanto pare ci sono stati problemi anche con altri Spid, ci raccontano alcuni lettori). Poi la sentenza: errore di sistema. Ciao.

Insomma, ci sono tutte le carte in regola perché si scateni la polemica. Click day disastroso, almeno per alcuni degli utenti. C’è già chi parla di class action contro Poste Italiane (il problema sorge infatti nel momento in cui l’utente viene rimandato al sito del provider) o altri soggetti che abbiano avuto le stesse problematiche.

Intanto oggi pomeriggio il comunicato del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: “Invito tutti a entrare nel sistema anche con calma, anche nei prossimi giorni, perché abbiamo appostato altri fondi ad hoc in legge di Stabilità e assicuro che tutti coloro che hanno una fattura o uno scontrino parlante al 2 novembre saranno rimborsati”. Suona tanto come quei messaggi sullo stile “ritenta, sarai più fortunato”.

*aggiornamento ore 23e20. Per la serie, mai arrendersi: approfittando del calare delle tenebre e di una diminuita pressione sul sistema Spid – che pur continuando a funzionare a singhiozzo ha iniziato a rianimarsi – ho ritentato l’accesso e al secondo tentativo, non so come, sono riuscita a ottenere il bonus. La prossima impresa sarà acquistare – e farsi rimborsare – la bicicletta.

(credit photo: Instagram cinelli_official)