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Associazionismo in lutto, è morto Bruno Ghelardoni: una vita dedicata all’autismo

Era stato ricoverato a seguito del contagio da Covid

Genova. E’ morto sabato 21 novembre Bruno Ghelardoni, figura di spicco dell’associazionismo genovese e ligure, noto per il suo enorme contributo nell’ambito dell’educazione dei ragazzi con autismo. Grazie alla sua infinita dedizione alla causa, per decenni è stato punto di riferimento fondamentale per l’ambito, apprezzato per le sue idee innovative e pionieristiche; idee che, spinte da una incredibile determinazione, si sono concretizzate dopo lunghe battaglie, portando a svolte epocali per la gestione del percorso di autonomia dei bambini e ragazzi con autismo.

Ghelardoni è deceduto a causa del Covid-19: ricoverato presso il San Martino di Genova lo scorso 10 novembre, dopo undici giorni si è arreso al virus, all’età di 77 anni.

Insieme ad altri fondò il ramo genovese di Angsa, l’associazione nazionale genitori soggetti autistici, con la quale ha promosso iniziative e attività su tutto il territorio della nostra città, contribuendo in maniera determinate alla approvazione, nel 2004, della delibera regionale che per la prima volta dava le linee guida sul trattamento per le persone con l’autismo, assicurando uno specifico finanziamento per garantire la nascita di centri specializzati dedicati.

Sono in molti in queste ore a ricordarlo, riportando il suo pensiero fondato sulla convinzione ‘ostinata’ che debbano essere le istituzioni pubbliche a dover garantire alle famiglie spazi e risorse per i loro ragazzi, favorendone il percorso di autonomia e inserimento sociale. Particolarmente tangibile il suo contributo in Val Bisagno, dove intuì il potenziale dell’ex scuola elementare di Serino per allestire il primo laboratorio di ceramica, dove i ragazzi autistici hanno dimostrato di poter essere inseriti in un ambiente lavorativo.

La sua grande esperienza nel tradurre le esigenze di genitori e ragazzi, lo ha fatto entrare nel team nazionale che in questi mesi stava lavorando alle nuove linee guida nazionali. Molti i messaggi di affetti e cordoglio che in queste ore stanno facendo il giro del mondo dell’associazionismo genovese, ma non solo, mentre la pagina facebook di Bruno raccoglie il saluto di molti amici e colleghi. “E’ stata una delle prime persone che ho conosciuto in questo territorio – racconta il presidente del Municipio Roberto D’Avolio – hai saputo guidare l’associazione con l’esperienza e la determinazione del buon padre di famiglia, valorizzando al massimo il capitale umano dell’associazione e lasciando un’impronta di grande umanità nel cuore di tutte le famiglie che hai aiutato attraverso il tuo impegno e nel territorio dove questo si è concretizzato”.

“Siamo sconvolti – ci racconta Fabio Randazzo, attuale presidente di Angsa Liguria – era all’avanguardia nel dire che il percorso di vita dei nostri ragazzi debba avere una chiusura che non sia una struttura, ma nello loro casa, dopo un percorso di autonomia. Diceva sempre che i disabili adulti, per il loro benessere, devono vivere dove vogliono e con chi vogliono”

Oggi pomeriggio, presso il santuario di Bavari, alle ore 18, il rosario, mentre il funerale si terra giovedì alle 10, nella stessa chiesa.