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Arcelor Mittal, Manganaro (Fiom): “Temiamo accordicchio senza sostanza, non accetteremo altri anni di cig”

Due ore di sciopero a fine turno ma nessun presidio a Genova che attende con poca fiducia i dettagli dell'accordo tra azienda e Governo

Genova. Due ore di sciopero a fine turno nella giornata di oggi anche nello stabilimento ArcelorMittal di Genova, dove non è stato convocato tuttavia alcun presidio. Dopo le mobilitazioni del 10 e 11 novembre la preoccupazione resta alta anche nello stabilimento di Cornigliano.

“Annunciano l’ingresso dello Stato al 50% – dice il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – ma non ci dicono con quali prospettive industriali e occupazionali né ci spiegano chi guiderà l’azienda”.

La Fiom genovese non si fida di quello che teme sia un “accordicchio”, in cui “Mittal prende tempo come se stesse ad attendere sul bordo del fiume”. Per Manganaro: “fino ad ora Mittal non ha dato alcun segnale di voler davvero produrre acciaio in Italia ma piuttosto il suo interesse sembra quello di evitare che qualche concorrente possa prendere in mano gli stabilimenti”. Poi ci sono le responsabilità del Governo: “che ancora non ha detto se resterà l’area a caldo che è l’unica condizione per mantenere l’occupazione. Il timore è che si tratti ancora una volta di chiacchere senza alcuna sostanza e ci vogliano tenere in cassa integrazione per i prossimi due o tre anni”.

“Se così fosse – conclude Manganaro – per noi non sarebbe accettabile”.