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9 dicembre sciopero del pubblico impiego, Toti: “In piena pandemia, mi lascia perplesso”

E cita l'ammiraglio Nelson: "In questo momento cruciale, la nazione si aspetta che ogni uomo faccia il suo dovere fino in fondo". La Cgil: "Ci aspettiamo rispetto per i lavoratori"

Genova. “Ci sono momenti in cui tutti dovrebbero chiedersi: cosa posso fare io per il mio Paese? E non cosa il mio Paese può fare per me. Francamente lo sciopero del pubblico impiego proclamato per il 9 dicembre, in piena pandemia, lascia perplessi”. Lo scrive il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commentando l’annuncio dello sciopero proclamato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil che, peraltro, arriverà all’indomani di un giorno festivo.

“Nessuno mette in discussione le legittime rivendicazioni, né gli strumenti tipici del sindacato, come lo sciopero. Ma incrociare le braccia mentre la nazione è impegnata nello sforzo bellico contro il Covid è qualcosa che suona surreale. E, consentitemi, anche un filo provocatorio verso tutti quei cittadini che vorrebbero lavorare ma non possono farlo perché le loro attività hanno le saracinesche chiuse per legge, per evitare che il virus si espanda e dunque per difendere dal contagio anche coloro che il 9 dicembre sciopereranno”, continua Toti.

“Il Covid, che la scorsa primavera ci ha uniti, oggi sta dividendo sempre di più questo Paese: ci sono persone garantite, che nonostante il virus ricevono ogni mese il loro stipendio, e persone costrette a non lavorare per tutelare la salute di tutti. E sono proprio loro, i non garantiti, che meritano rispetto e attenzione”, scrive ancora.

“Come disse l’ammiraglio Nelson ai marinai inglesi prima della battaglia di Trafalgar: in questo momento cruciale, la nazione si aspetta che ogni uomo faccia il suo dovere fino in fondo. Scioperare, proprio nel ponte dell’Immacolata, non mi sembra all’altezza del ruolo che sindacati e lavoratori hanno avuto nella nostra storia”, conclude.

A stretto giro la replica dei sindacati. Così Nicola Dho, segretario Generale Fp Cgil Liguria: “Lo sciopero dei comparti pubblici è ora perché la Legge di Bilancio sarà approvata entro dicembre e in essa non ci sono le risorse per assunzioni, sicurezza e rinnovo dei contratti, scaduti da due anni. Surreale sarebbe protestare a legge approvata senza aver lottato per i propri diritti.E il diritto che rivendicano i lavoratori pubblici è di lavorare in sicurezza e meglio per i cittadini”.

“Purtroppo la sicurezza di chi cura, protegge, e garantisce servizi essenziali non è stata garantita durante la prima fase della pandemia, come il Presidente sa. E senza assunzioni e innovazione della Pubblica Amministrazione, a cominciare dai servizi territoriali e di prevenzione, la sicurezza non sarà garantita neanche in futuro per tutti i cittadini – prosegue in sindacato – solo un piano straordinario di assunzioni ed un rinnovo equo e dignitoso dei contratti potranno garantire l’innovazione necessaria perchè il Paese riparta dopo la pandemia”.

“I lavoratori pubblici non sono eroi, ma neanche lavoratori di serie B; si assumono le loro responsabilità ogni giorno, curando le persone, tracciandole e processando tamponi, garantendo i servizi educativi e di prossimità, la sicurezza e gli ammortizzatori sociali e facendo tutti lavori che non si vedono, ma consentono il funzionamento della macchina dello Stato. Se le assumeranno anche nella protesta, composta ma ferma, e pretendono rispetto dai rappresentanti delle Istituzioni”, conclude la Cgil Fp Liguria.