Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Violenze nella caserma di Bolzaneto al G8, ridotto in appello il maxi risarcimento chiesto al magistrato Sabella

Annullati o ridotti i risarcimenti chiesti ad alcuni degli altri 26 imputati tra agenti di ps, penitenziaria o medici

Roma. Da oltre un milione a 56 mila euro. Così la Corte dei conti di Roma ha riformato in appello la sentenza di primo grado che condannava il magistrato Alfonso Sabella a un maxi risarcimento allo Stato per danno erariale per i fatti legati alla caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova.

Se il processo penale per le violenze all’interno della caserma utilizzata come carcere temporaneo si era chiuso con la prescrizione di quasi tutti i reati, la sezione ligure della Corte dei conti aveva condannato nel 2018 al risarcimento del danno erariale 26 appartenenti alla polizia di Stato, all’amministrazione penitenziaria e all’area medica. Tra loro appunto l’ex Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) Sabella, la cui posizione era stata archiviata dal punto di vista penale, era stato condannato a un 1 milione e 100 mila euro di risarcimento perché ritenuto responsabile di una mancata vigilanza su quanto accadde all’interno della caserma Nino Bixio.

In appello i magistrati contabili pur ritenendo che “Alfonso Sabella ha avuto chiara contezza, in almeno due occasioni, di anomalie gravi nello svolgimento dell’attività e si è accontentato di generiche spiegazioni, senza porre in essere successive necessarie verifiche” e che questo ha rappresentato “palese violazione dei doveri di servizio in ordine alle verifiche ed ai controlli che avrebbe dovuto effettuare per accertare il corretto funzionamento del sito”, ha comunque considerato che “la complessità degli eventi e le responsabilità di apparato e di altri soggetti presentano un’indubbia incidenza sulla quota di danno che può essere ascritta al suo comportamento”. La sezione di appello ha accolto in toto le impugnazioni dei capitani degli agenti di custodia Bruno Cimino ed Ernesto Pelliccia , difesi dagli avvocati Stefano Bertuzzi e Salvatore Orefice; del colonnello Oronzo Doria, difeso da Ennio Pischedda e Mauro Vallerga e del medico Marilena Zaccardi, difesa da Mattia Crucioli e Marco Petrone.

Ridotti anche gli importi dovuti dal funzionario di polizia Anna Poggi (da 561 mila e 14 mila euro) e dal medico Sonia Sciandra (da 194 mila a 9700 euro), sulla considerazione di non aver partecipato direttamente a comportamenti violenti e di aver invece avuto solo una responsabilità per omessa vigilanza.