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Via Lodi e il mini cantiere fermo da un anno: la pratica sospesa tra regione e comune

Tutto pronto, anzi no: 4 metri quadrati di intervento bloccati da un A4

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Genova. Una copertura di 4 metri quadrati da risistemare, con il progetto esecutivo dell’intervento già pronto, ma con la pratica ferma ai box per uno tilt burocratico. Il classico modello all’italiana.

Parliamo del cantiere fantasma di via Lodi, di cui la zona più a valle è transennata da un anno in attesa degli operai: sotto i ferri dovrà andare la parte terminale della copertura del rio Preli, piccolo immissario del Bisagno, con un intervento per cui Aster ha già tutto pronto.

Ma il tassello che manca è il via libera definitivo dell’ente regionale che ha subordinato lo sblocco della pratica alla progettazione di un intervento di sistemazione di tutto il rio, cosa che comporterebbe una nuova progettazione, più ampia e onerosa, a cui il comune oggi non potrebbe far fronte.

“E’ una situazione inaccettabile – ha commentato il presidente di Municipio Media Val Bisagno Roberto D’Avolio – come detto in sede di commissione abbiamo la necessità di iniziare i lavori il prima possibile. Esistono delle difficoltà oggettive di accessibilità alla scuola e al quartiere di via Lodi, non possiamo tollerare stalli di questo tipo su progetti modesti e già finanziati. Occorre sbloccare la questione subito pertanto chiediamo al Sindaco di intervenire nei confronti della Regione per iniziare i lavori il mese prossimo, abbiamo aspettato fin troppo tempo”.

A rivelare il retroscena l’ingegner Pinasco del Comune di Genova, durante la commissione comunale sul dissesto idrogeologico della città. In soldoni, stando a quanto riferito, la richiesta della regione ad Aster sarebbe quella di fare un piano di adeguamento per tutto il rio, per verificare che l’intervento progettato sia coerente con il piano di adeguamento stesso. Scaccomatto. Da qui il scontro titanico tra le burocrazie dei due enti, chi ne uscirà vincitore?