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Troppi incidenti nell’incrocio di piazza Giusti, ora il Comune studia una maxi rotatoria

Il gruppo di San Fruttuoso lancia la petizione, l'assessore Campora apre alla proposta: "Verificheremo la fattibilità con gli uffici"

Genova. “Quello senza dubbio è l’incrocio più pericoloso di Genova“, dice Massimo Ferrante, il presidente del Municipio Bassa Valbisagno. Affermazione non facile da supportare coi numeri (dal 2010 al 2016 mediamente una ventina di feriti all’anno, ultimi dati disponibili), ma è fuor di dubbio che piazza Giusti sia uno degli snodi stradali più caotici e insidiosi della città. Tanto che i cittadini di San Fruttuoso sono tornati alla carica con una petizione online (firma qui) per trasformare lo slargo in una grande rotatoria. Ipotesi – e questa è la novità – non del tutto bislacca.

Generica

Il casus belli è sputato ieri pomeriggio con l’ennesimo incidente (foto di copertina di Vanessa Formisano, quella sopra è di Fabrizio Aconito). Moto contro auto durante una svolta, per fortuna nessun ferito grave ma tanta paura e il solito pensiero che “prima o poi qui ci scappa il morto”. Perché in effetti, nonostante i semafori che regolano l’intersezione tra ben cinque vie, le possibilità di scontrarsi restano numerose.

Foto 360° alla mano. Chi arriva da piazza Manzoni può girare a sinistra in corso Sardegna, ma deve dare la precedenza a chi proviene da via Giacometti. Contemporaneamente da via Giacometti è permesso andare verso corso Torino o via Archimede, con altrettanti rischi. E allo stesso modo, chi sbuca dal sottopasso di corso Torino può procedere verso il Bisagno, ma deve stare attento al flusso che transita lungo corso Sardegna. In tutto ciò i pedoni spesso attraversano facendo lo slalom tra auto e moto nonostante il semaforo verde. Insomma, una vera e propria roulette russa dove “basterebbe rispettare il codice della strada”, osservano giustamente molti commentatori sui social, anche se molte volte prevalgono la fretta e/o la distrazione.

“Chiediamo una cosa semplice già realizzata in altre parti della città su incroci anche meno pericolosi di questo: che si metta mano alla piazza per mitigarne la pericolosità, implementando una mini rotatoria parzialmente sormontabile (un particolare tipo di isola centrale che può essere percorsa da mezzi pesanti sui bordi, ndr) arretrando gli attraversamenti pedonali protetti da semafori”, scrivono sulla piattaforma Change.org gli amministratori Facebook del “Gruppo aperto San Fruttuoso“. Ma è davvero fattibile una rotonda in quel punto?

“E’ dai tempi dell’assessore Merella che se ne discute – ricorda Ferrante –  e già all’epoca lui ci disse che sarebbe stato impossibile. Si potrebbe fare solo inserendo semafori all’interno per spezzare le intersezioni, ma si dovrebbero arretrare tantissimo gli attraversamenti pedonali. Ne abbiamo riparlato con Balleari che ci ha detto la stessa cosa. Insomma, gli uffici continuano a dire che sono inattuabili, il pericolo è enorme e oltretutto un mese fa abbiamo dovuto scrivere al Comune perché ritracciasse le strisce pedonali, visto che erano completamente cancellate”.

In realtà ora l’assessore alla mobilità Matteo Campora lascia uno spiraglio aperto. “Devo fare una riunione tecnica con gli uffici per verificare le valutazioni di fattibilità che erano state fatte”, risponde. Un’idea che il Municipio aveva proposto è quella di passerelle pedonali sopraelevate (modello Bruco, per intenderci, anche se l’esempio non è affatto edificante) per escludere il problema degli attraversamenti: l’alternativa sarebbe regolarli con semafori, ma allora si perderebbe il senso stesso della rotatoria.

Peraltro non si tratta dell’unico incrocio “da incubo” nella zona. Dall’altro lato di corso Sardegna sono due i punti nevralgici che vedono ripetersi decine di incidenti: quello tra via Fereggiano e corso De Stefanis (teatro di un incidente mortale a maggio) e quello tra via Fereggiano, piazza Galileo Ferraris e viale Bracelli. Anche in questi casi periodicamente torna l’idea di una rotatoria, ma il principale ostacolo resta la presenza, ovviamente inevitabile, degli attraversamenti pedonali.