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Toti fa pace con Salvini: “La Liguria è un esperimento nazionale, ora prendiamoci il Paese”

Il "pranzo della riconciliazione" dopo la visita al Salone Nautico e la risposta al governatore: "Togliermi la maglia della Lega? Camicia bianca e giacca blu sono la mia divisa"

Genova. Amici come prima. Ammesso che qualcosa si fosse mai rotto. Giovanni Toti e Matteo Salvini non si sono visti subito dopo le elezioni per brindare alla vittoria, come avrebbe voluto il governatore riconfermato in Liguria, ma hanno rinsaldato i rapporti con un pranzo “riconciliatore” davanti al mare di corso Italia dopo la tradizionale visita dell’ex ministro al Salone Nautico.

Al tavolo con loro c’erano il sindaco genovese Marco Bucci, il segretario regionale Edoardo Rixi, gli altri parlamentari leghisti, i consiglieri regionali vecchi e nuovi e i coordinatori locali (esclusi gli imperiesi, rimasti sul territorio colpito dall’alluvione). Solo una prima puntata perché Salvini ha annunciato che tornerà a Genova “entro 15 giorni per parlare di porto, centro storico, diga, case popolari, sviluppo ed economia”. E sarà in quell’occasione, probabilmente, che si tireranno le fila sulla partita del centrodestra in Liguria.

Almeno ufficialmente, infatti, l’incontro non è servito a blindare la composizione della futura giunta. “Non siamo entrati nel merito del toto-nomine”, dice Salvini. La squadra comunque è già bella che disegnata, almeno dal punto di vista numerico, con tre assessori a disposizione della Lega. “Abbiamo ribadito la conferma di quello che avevamo nella passata giunta, squadra che vince non si cambia”, conferma Rixi.

“Non abbiamo parlato di giunta anche perché non siamo ancora in carica – spiega Toti -. So per certo che tutti i partiti maggioranza faranno quello che hanno sempre fatto: scegliere le persone migliori per ricoprire incarichi nel modo più efficiente, ed è la ragione per cui siamo saliti dal 34 al 56%. Molto del merito va alla Lega che avrebbe potuto fare ragionamenti di bandiera. Questa credo sia la vera differenza rispetto ai nostri avversari”.

Uno dei motivi del ritardo, dunque, sarebbe che Toti non è stato ancora proclamato formalmente presidente, ma in verità c’è anche il rebus della corte d’appello che dovrà ratificare la composizione del consiglio, con un seggio che la Lega potrebbe perdere nel collegio di Savona a favore di Fratelli d’Italia che ha contestato il metodo di calcolo per l’assegnazione. Rallentamenti che contribuiscono a frenare le trattative che per la Lega, appunto, si riducono ormai ai nomi più che ai numeri.

Salvini chiude la campagna elettorale di Toti a Genova

Ma poi, al di là dei ritrovati equilibri locali, è Toti a pensare in grande. “La vittoria della coalizione la metto a disposizione di Matteo Salvini, che resta ed è il capo della nostra coalizione – afferma -. Un ottimo esperimento per quello che dovremmo fare per andare a governare questo Paese. Io gliela consegno così come i cittadini ce l’hanno data e spero ne faremo tesoro anche per le avventure future che spero riportino prima o dopo un centrodestra di maggioranza nelle regioni anche a governare il Paese”.

Parole che sanno di ritrovata unità dopo quell’intervista di Toti al Corriere della Sera che aveva causato diversi bruciori di stomaco al Carroccio. “Salvini si tolga la maglia della Lega e indossi quella di capo della coalizione”, aveva detto il governatore a poche ore dalla vittoria. “Scivolone mediatico, si ricordi che è grazie a noi se si trova lì”, gli aveva risposto Rixi.

Clima di fuoco che oggi sembra un lontano ricordo. E a quell’invito a “cambiare casacca” oggi Salvini risponde con un sorriso e una battuta: “Assolutamente sì, camicia bianca e giacca blu sono la mia divisa d’ordinanza“. Anche se poi critica i quadretti azzurri nell’outfit del presidente.

Da qui, insomma, Toti riparte per ridare benzina al progetto di “federazione del centrodestra” che tra l’altro garantirebbe alla sua creatura Cambiamo! un posto al sole in una futura maggioranza di governo. “Penso che ancora una volta la Liguria si candidi ad essere in qualche modo un esperimento nazionale – ribadisce -. Una coalizione forte che vince in una regione storicamente e culturalmente complessa per la nostra classe politica”.

Con una leadership che resta saldamente nelle mani di Salvini: “Sono certo che ne sapremo fare tutti insieme tesoro. Ed è quello che ho chiesto di fare a Matteo come capo della nostra coalizione e del partito che ha il maggiore consenso dei cittadini in questo paese”.