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Tamponi rapidi gratuiti, dalla prossima settimana li potranno effettuare anche i medici di famiglia

In questo modo si potrà arrivare più capillarmente alla scoperta di positivi e stabilire più rapidamente la fine della malattia per chi era in quarantena

Genova. Anche i medici di famiglia, ovvero i medici di medicina generale, entreranno a pieno titolo nel sistema diagnostico di tracciamento e valutazione del covid. Così dopo un accordo tra le associazioni dei medici, l’ordine professionale e Alisa-Regione.

Come anticipato qualche giorno fa da Genova24, i cosiddetti tamponi rapidi potranno essere effettuati anche da medici di medicina generale. “Spero che questo possa portare a uno scatto nella capacità di screening del contagio, e quindi a un trattamento di cura più precoce anche per alleggerire la pressione sui pronto soccorso”, ha detto Toti che aggiunge: “Stiamo lavorando anche con le pubbliche assistenze per un loro coinvolgimento”.

Alcune informazioni pratiche su come funzionerà il sistema sono state fornite dal commissario di Alisa Walter Locatelli: “I tamponi rapidi effettuati dai medici saranno gratuiti per il cittadino, saranno importanti soprattutto per i contatti di caso accertato – ha sottolineato – potranno essere effettuati ovunque ce ne sia bisogno, nel caso anche in spazi di asl e pubbliche assistenze o attraverso sistemi drive through, ma se i pazienti non potranno muoversi da casa, anche a domicilio“.

La settimana prossima – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei medici della Liguria Alessandro Bonsignore – ci saranno tutti i dettagli e si partirà, il proprio medico di famiglia potrà fornire al cittadino le informazioni su dove andare, quando e in che modo“.

L’accordo vede, in cambio, ai medici di medicina generale, la promessa da parte di Alisa del cosiddetto “ritorno dei dati in cartella”, ovvero la condivisione di parametri contenuti nelle cartelle degli ospedali. “Ci sono le basi, grazie a Liguria Digitale, per arrivare a questo risultato, chiesto da tempo dai medici, entro la fine dell’anno”, ha detto Locatelli.

Altro punto dell’accordo un contributo economico da parte della Regione per poter assumere personale di studio che possa affiancare i medici di famiglia in queste attività e faciliti il loro lavoro ” anche se dobbiamo ancora risolvere alcuni problemi burocratici legati ai contratti”, ha premesso il commissario di Alisa.

Soddisfazione per l’accordo è stata espressa, oltre che dall’ordine dei medici, anche da parte della Fimmg e del Sindacato medici italiani: “Ci consentirà non solo di individuare il virus più efficacemente ma anche di accelerare il rientro delle persone nella società alla fine della quarantena”.

Per quanto riguarda i pediatri di libera scelta invece bisognerà attendere l’esito di un nuovo incontro. “Stiamo pensando a un percorso un po’ diverso – dice Alberto Ferrando, presidente dell’associazione pediatri extraospedalieri – ma la volontà di mettercela tutta c’è, anche perché i dati sono preoccupanti”.