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Spaccio e consumo di droga in pieno giorno, la stazione metrò Darsena come lo “zoo di Berlino”

Situazione cronica di degrado nonostante l'attenzione delle forze di polizia. Il presidente di municipio: "Spazio poco frequentato diventa terra di nessuno, speriamo nella riqualificazione"

Genova. Sono le 11e30 di mattina, chi scende o sale alla fermata della metropolitana Darsena, a Genova, si trova catapultato – per usare una metafora coniata da alcuni residenti del quartiere – allo “Zoo di Berlino”, lo spot dei tossicodipendenti raccontato nel celebre romanzo di Chistiane F. nel 1978. Alcune persone dall’età non ben definita, sedute per terra, stanno fumando crack pressoché indisturbate. Sono tre o quattro ma, dicono gli utenti della stazione, a volte sono anche una decina.

Il problema dello spaccio e del consumo di stupefacenti in questi spazi è noto da tempo. Ha subito una recrudescenza nel periodo del lockdown quando la stazione ha iniziato a diventare terra di nessuno. In questi giorni di nuove misure restrittive legate all’emergenza pandemica e di controlli rafforzati contro gli assembramenti e per verificare l’uso di mascherine, in quel centro storico tenuto sotto stretta osservazione a causa dell’alto numero di contagio, “sotto terra” è possibile stare in piccoli gruppi e assumere sostanze stupefacenti anche pesanti. Ovviamente senza mascherina.

Dal Comune di Genova e dalla forze dell’ordine garantiscono che la situazione è ben nota e “attenzionata”, come si dice in gergo tecnico. L’area è di competenza, nell’ambito della suddivisione dei quartieri cittadini, della Guardia di Finanza che sottolinea di avere “disposto una intensificazione di presenza di militari nella zona”. Anche perché la stazione della metro non è l’unico buco nero: intorno al quartiere metellino, vicino a Hennebique, ponte Parodi e all’Istituto Nautico San Giorgio, alla vecchia darsena e in zona parcheggio dell’acquario sono diverse le situazioni di illegalità da tenere sott’occhio, dai parcheggiatori abusivi, agli scippi ad appunto lo spaccio e l’assunzione di droga.

degrado metro darsena

L’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garassino, al corrente della situazione, assicura: “Aumenteremo controlli e appena possibile installeremo delle telecamere”. Questo significa che anche la polizia locale, in teoria, potrebbe ricevere input a un maggiore monitoraggio della stazione dove, comunque, non è raro vedere anche carabinieri, polizia di stato e talvolta – su via Gramsci – posti di blocco dell’esercito. Un gran dispiegamento di forze dell’ordine che però, finora, non ha portato a grandi e risolutori risultati se si eccettuano alcuni arresti per spaccio.

Secondo il presidente del municipio centro est Andrea Carratù il problema è di sicurezza tout court, ma anche di competenza (la stazione è sotto la responsabilità di Amt Genova) e di rilancio sociale e urbanistico della zona. “Dal lockdown la situazione non è più tornata la stessa, la stazione è poco frequentata, anche perché per esempio la vicina facoltà di Economia sta è attiva a regime ridotto in presenza – spiega – il Comune sta portando avanti un progetto di rilancio per la zona della darsena, già partito, ma finché passa poca gente quello spazio rischia di essere in balia di tossicodipendenti e sbandati“.

Altra questione è quella dei controlli: “Sì, il Comune potrà sfruttare i fondi nazionali per installare nuove telecamere ma all’interno della stazione il controllo è in mano ad Amt, c’è pure un gabbiotto per il personale – continua Carratù – io credo che sia necessario affrontare un discorso di competenze, magari anche con un servizio di vigilanza“.