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Spaccio a bordo e fermate in mano alle gang, la linea Amt 699 di nuovo sotto la lente

E' stato uno dei temi affrontati durante una commissione consiliare, i sindacati degli autisti chiedono più forze dell'ordine e bodycam per il personale

Genova. Più che un autobus sembra un episodio di Romanzo criminale. Spaccio e passaggio sospetto di denaro, persone che bevono e fumano, scontri fra gang, individui che bloccano le porte alle fermate e quindi il bus in attesa che salgano o scendano altri individui, malviventi che pretendano dal mezzo pubblico e da chi lo guida un servizio di taxi.

Tutto questo accade a bordo della linea 699, il servizio serale che collega Voltri a Pra’ attraverso il Cep (via Calamandrei, via Salvemini, via Novella). Una situazione più volte denunciata dai sindacati e dagli autisti e che è stata al centro di un’apposita commissione consiliare (via streaming) come simbolo dei problemi legati alla mancanza di sicurezza su alcune linee del servizio Amt, mancanza di sicurezza per gli autisti e per i passeggeri.

Nelle ultime settimane – anche dopo che la vicenda del 699 è stata affrontata con un art 54 in consiglio comunale – il comandante della polizia della stazione di Pra’, Roberto Barbazza, ha deciso di dedicare un agente a saltuari controlli della linea, in maniera deterrente. Ma questo non può bastare. “Tutti quelli che hanno responsabilità sono al corrente da tempo della situazione su quello e altri bus in citt- – dice Edgardo Fano, sindacalista della Faisa Cisal – il punto è che la questione della sicurezza degli autisti è marginale, su quell’autobus succedono cose che a prescindere dall’incolumità del conducente non dovrebbero essere permesse, le forze dell’ordine dovrebbero presidiare”.

Sempre secondo il sindacalista della Faisa Cisal dal punto di vista operativo una delle soluzioni sarebbe “invertire il percorso della linea”. Questo perché gli episodi più eclatanti si sono verificati a causa di persone salite all’inizio della corsa, e se la linea facesse il percorso inverso avrebbero meno tempo per organizzare i propri loschi affari.

Durante la commissione sono stati auditi i rappresentanti delle varie sigle sindacali, oltre alla Faisa, l’Orsa, la Cgil, la Cisl e la Uil. Tra i temi affrontati non solo quello delle linee “far west” (oltre la 699, problemi frequenti anche sulla 607, 606, 660, e poi sul 270 in Valpolcevera ma anche il 34 e 35 tra Principe e Staglieno e tra Oregina e Lagaccio, e la stazione metrò Darsena, nonché la condizione di difficoltà che – alla luce del periodo covid – stanno vivendo i verificatori dei titoli di viaggio. In alcune occasioni i “controllati”, per protesta e per ostacolare il loro lavoro, hanno abbassato la mascherina e si sono messi a sputare addosso agli addetti Amt.

Anche per questo la maggior parte dei sindacati è tornata a chiedere che il personale possa essere dotato di body-cam, ma anche che siano potenziate le telecamere a bordo e che ci sia una risposta più immediata da parte delle forze dell’ordine (polizia locale in primis) in caso di necessità. C’è stato anche chi ha ricordato il periodo di sperimentazione con guardie giurate a bordo, tempo fa, su alcune linee. Una spesa che, oggi, l’azienda di trasporto pubblico mai potrebbe sostenere.

“E’ evidente che non possiamo garantire un presidio di polizia locale su ogni mezzo, specialmente in questa fase – ha detto l’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino – ma sono possibili migliorie e sicuramente sarebbe utile un maggiore coordinamento fra tutte le forze dell’ordine in campo per seguire meglio determinate situazioni, sulla dotazione di bodycam i sindacati mi trovano favorevole, salvo restando che si reperiscano i fondi necessari”.

“Possiamo affrontare la questione con un tavolo ad hoc nel momento in cui ci perverrà ufficialmente questa richiesta – ha aggiunto Matteo Campora, assessore alla Mobilità – quello che possiamo dire è che per fortuna il tema della sicurezza sugli autobus, a Genova, è oggi circoscritto ad alcune linee, non è così diffuso, è quindi possibile da aggredire”.

I sindacati e i commissari hanno fatto notare, a più riprese, come la tematica sia stata affrontata in commissione con diversi anni di ritardo rispetto alle esigenze espresse in passato.