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Salone Nautico, pochi visitatori ma grandi affari: “E’ stato il migliore degli ultimi 15 anni” fotogallery

Il dato finale: oltre 71mila ingressi con le norme anti-coronavirus, ma gli espositori sono entusiasti. Bucci: "Nel 2022 raddoppiamo"

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Genova. Il dato finale dice 71.168 visitatori. Che sono pochissimi, se paragonati agli oltre 188mila del 2019, ma rappresentano una cifra molto vicina al massimo di ingressi giornalieri consentiti dalle norme anti-coronavirus. E soprattutto non hanno nulla a che vedere con le prime stime sulle vendite che fanno gridare al miracolo.

Il Salone Nautico 2020, l’unico in Europa nell’era della pandemia globale, tira le somme alla fine della 60esima edizione e traccia un bilancio positivo nonostante l’emergenza sanitaria e il maltempo che ha colpito Genova proprio nel weekend cruciale.

“E’ stato uno splendido salone – afferma Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica – abbiamo sconfitto il Covid e le intemperie. Abbiamo riscontrato grande entusiasmo, c’è chi dice che è il più bel salone degli ultimi 15 anni“. I numeri precisi ancora non sono disponibili, ma le prime rilevazioni tra gli 824 espositori lasciano pochi dubbi. “Abbiamo sentito alcune aziende e ci hanno detto effettivamente che è stata l’edizione migliore degli ultimi 10 anni in termini di volume di affari”, conferma Marina Stella, direttrice generale di Confindustria Nautica.

Salone Nautico 2020

A spingere ad acquistare una barca, insomma, sembra essere proprio il coronavirus: meno soggiorni al chiuso e più vacanze all’aperto, in mezzo al mare, lontano dagli assembramenti. “La gente ha voglia di barche e libertà, abbiamo dimostrato che andare in barca è sicuro. Dai gommoni da 5mila euro fino alle barche milionarie, tutti hanno venduto”, assicura Cecchi.

“E’ il salone del coraggio, dell’intraprendenza, della volontà di non farsi sopraffare dalla paura e della capacità organizzativa – ha commentato il presidente Giovanni Toti – E’ andato tutto bene nonostante il Covid e nonostante un’allerta rossa che ha creato molti danni in questa regione. E’ un salone di cui siamo particolarmente soddisfatti e i numeri della nautica ci dimostrano che è un settore che dobbiamo continuare ad accompagnare con grande attenzione.

Adesso si pensa già al futuro. Genova e il Nautico hanno stretto un sodalizio decennale e lo spazio a disposizione è destinato ad ampliarsi. L’obiettivo  – è il mantra che ripetono tutti – è fare di questo salone il primo del Mediterraneo e in prospettiva anche il primo del mondo.

“L’anno prossimo avremo 80mila metri quadri in più – ricorda il sindaco Marco Bucci – e prevediamo, nel 2022 quando sarà finito il Waterfront di Levante, di avere altri 200mila metri quadrati. Quindi raddoppieremo il Salone, 400mila metri quadrati penso che non li abbia nessuno. al mondo. Quindi diciamo a Cannes e Montecarlo: venite a Genova, abbiamo tutti le facilities e tutte le infrastrutture per ospitarvi. Questo potrebbe diventare davvero il primo salone del mondo”.

Salone Nautico 2020

A rovinare la festa degli industriali della nautica, però, è stata la politica nelle ultime ore. “Abbiamo fatto un miracolo, che ha consentito alle nostre aziende di lavorare quasi come nulla fosse successo – accusa Cecchi -. Le aziende ne avevano bisogno, così come avevano bisogno di importanti misure normative. Non parliamo di sovvenzioni ma di correggere quegli squilibri che oggi rendono più conveniente scegliere una bandiera europea o firmare un contratto di leasing nautico di un altro Paese e lì pagare le imposte”.

Sembrava fatta, invece stanotte è arrivata la doccia fredda. “Queste norme erano state approvate dalla commissione di bilancio, inserite nel maxi emendamento del governo nel Dl Agosto e approvate dalla Ragioneria dello Stato. Eppure 5 emendamenti fondamentali per la competitività di questo settore sono stati ieri sera cancellati dalla presidenza del Senato. Sono convinto a seguito di polemiche politiche degli ultimi giorni”.

“Il mio e il nostro sconcerto, per non dire altro, è assoluto nel vedere anche dopo mesi difficili come quelli che abbiamo vissuto, la contrapposizione politica prevale sulle azioni concrete, sulla capacità delle aziende, del territorio e delle istituzioni locali di dare una prova di resilienza che ci è riconosciuta dal mondo”, ha concluso Cecchi.