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Crolla volta della galleria del Terzo Valico, operaio sepolto dalle macerie

Questa notte diversi quintali di cemento e roccia sono crollati al suolo, travolgendo un uomo

Genova. Un operaio al lavoro nel cantiere del Terzo Valico sarebbe rimasto gravemente ferito a causa di un cedimento strutturale di parte di una galleria. L’uomo è stato trasferito in codice rosso al Villa Scassi di Genova in condizioni gravi.

L’episodio è avvenuto circa alle 4 del mattino: nel tratto compreso tra Borgo Fornari, nel comune di Ronco Scrivia e Fraconalto, in provincia di Alessandria, diversi quintali di cemento e detriti sono crollate seppellendo in parte l’operaio. Immediato l’intervento dei medici del 118, carabinieri e vigili del fuoco, sul posto con 15 squadre tra i distaccamenti di Genova e Alessandria, che nonostante il pericolo di nuovi crolli sono riusciti ad estrarre l’uomo, ferito gravemente a gambe e bacino.

Da li la corsa in ospedale, dove potrebbe essere sottoposto ad intervento chirurgico. Sul luogo dell’incidente sono in corso ispezioni e verifiche tecniche per capire che cosa ha portata al crollo di questa parte di galleria, relativa ad un fronte di scavo e quanto sia eventualmente compromesso il resto della struttura.

Si tratta di un crollo che interesserebbe la galleria di valico, di cui recentemente è stato celebrato il congiungimento degli scavi, con l’abbattimento dell’ultimo diaframma. Ma nella storia di queste gallerie ci sono altri episodio non limpidi, come quelli legati alle intercettazioni telefoniche avvenute nel 2016, in cui emerse, dalla parole di alcuni indagati, che fosse stato usato cemento definito “come colla”. Ma non solo. Ad oggi sta per partire un processo per turbativa d’asta e corruzione legate agli appalti di questa grande opera: lo scorso luglio la procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per 36 persone, tra cui Ettore Incalza, dirigente del Mit e Andrea Monorchi, ragioniere generale dello stato e Pietro Salini (l’ad di Salini Impregilo, oggi WeBuild, impegnata in questi anni anche nella ricostruzione di Ponte Morandi), tutti e tre con l’accusa di turbativa d’asta.

Non è il primo incidente per il grande cantiere del Terzo Valico: lo scorso gennaio 2020 un operaio rimase schiacciato da un camion durante una manovra in area cantiere, nel aprile 2019 un operaio morì cadendo da oltre venti metri durante le operazioni di stoccaggio dello smarino di scavo in una cava a Genova, nel dicembre 2018 morì un operaio a Voltaggio, dopo una caduta di oltre sei metri in un pozzo, a maggio dello stesso anno due lavoratori rimasero schiacciati da un grosso blocco di cemento e nel gennaio del 2018 un operario subì gravi ferite a testa e torace per un tubo di una spruzza cemento staccatasi da un macchinario, nel gennaio 2015 un operaio rischio l’amputazione di una mano rimasta schiacciata da un macchinario mentre nel febbraio dello stesso anno un lavoratore subì traumi alle gambe dopo essere stato travolto da un carico di terra.