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Rider in piazza anche a Genova: “Rischiamo ogni giorno e non abbiamo diritti” fotogallery

Mobilitazione in tutta Italia contro il "contratto capestro" firmato dall'Ugl. E i ragazzi raccontano: "Clienti all'80% senza mascherina"

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Genova. Hanno garantito i nostri pranzi e le nostre cene durante il lockdown di questa primavera e probabilmente torneranno a lavorare in massa in questi mesi di pandemia che ancora di attendo. Eppure sono una delle categoria di lavoratori più sfruttati e precari.

Sciopero dei rider, presidio davanti alla prefettura

Oggi in tutta Italia i rider hanno deciso di scendere in piazza tanto più che, invece di riuscire a ottenere un salario e condizioni di lavoro dignitose, si sono ritrovati di fronte a un contratto, firmato a settembre da Assodelivery e dalla sola Ugl, che di fatto legittima il lavoro a cottimo e non dà ai ciclofattorini nessuna tutela o quasi.

A parlare anche a Genova sono proprio i rider. Preferiscono restare anonimi per non rischiare di perdere il lavoro e si presentano alle telecamere bardati per non essere riconoscibili. Ma raccontano quali siano le loro condizioni di lavoro: “Faccio questo lavoro da tre anni – racconta un ragazzo e purtroppo nel corso del tempo la qualità del lavoro è peggiorata e le consegne di sono diradate. Abbiamo mille doveri e nessun diritto, basta una segnalazione di un cliente e rischiamo di non avere più consegne o essere licenziati”.

Il lavoro è stato particolarmente difficile durante il lockdown: “Durante la pandemia chi come me è a ritenuta d’acconto e non ha potuto aprire la partita iva non è riuscito nemmeno a prendere l’assegno di 600 euro e io mi sono trovato a guadagnare 200 euro al mese”.

Poi ci sono i clienti che a volte non rispettano il lavoro dei rider né le disposizioni sanitarie: “Abbiamo tanti rischi ed è tutto a carico nostro, ad eccezione delle divise e di un po’ di gel, poi arriviamo a casa delle persone e nell’80% dei casi ci aprono la porta senza mascherina. Siamo qui per chiede semplicemente un contratto normale”. Una donna, che ha a casa due bimbi piccoli, aggiunge: “Per me quello è il lavoro principale ma per portare a casa qualche soldo occorre fare moltissime ore, e non è facile conciliare questo lavoro con una famiglia”

“Abbiamo deciso di Manifestare insieme ai rider come avviene in tutte le piazze italiane – spiega Mirko Filippi, coordinatore regionale del merci della Fit Cisl – perché sia firmato un contratto giusto per questi ragazzi perché ad oggi è stato firmato un contratto capestro che per noi è illegittimo”. “Chiediamo che per i rider sia applicato il contratto della logistica per dare garanzie a questi lavoratori – aggiunge Laura Tosetti, Nidil Cgil – che già nel periodo del lockdown hanno permesso anche a tutti noi di vivere mentre il contratto firmato dall’Ugl non dà assolutamente dignità a questi lavoratori”. “Si tratta di un contratto non a norma, senza maggiorazioni, né straordinario – dice Simone Angius della Uiltrasporti – siamo qui con questi ragazzi per chiedere che venga garantito loro un accordo dignitoso”.