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Regione: Toti tiene per sé la delega alla sanità, ancora da risolvere il rebus della giunta foto

Incontro con la coalizione dopo le tensioni degli scorsi giorni, nuovo vertice lunedì prossimo

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Genova. La delega alla sanità resta al presidente Giovanni Toti, almeno per i primi mesi legati all’emergenza coronavirus. È ciò che emerge ufficialmente al termine dell’incontro con tutti i componenti della coalizione dopo le tensioni maturate negli scorsi giorni sulla distribuzione delle poltrone nella nuova giunta regionale.

“Oggi si è discusso unicamente delle deleghe e della loro suddivisione, in modo da garantire agli assessorati piena coerenza e massima efficacia. Un nuovo incontro per portare avanti il ragionamento con i partiti della coalizione e formare quindi la Giunta regionale si svolgerà già lunedì prossimo“, è quanto si legge in una nota della presidenza.

Al tavolo erano presenti il segretario regionale della Lega e deputato Edoardo Rixi con il senatore Francesco Bruzzone, il commissario regionale di Fratelli d’Italia Matteo Rosso e il delegato alle elezioni Michele Scandroglio, il coordinatore ligure di Forza Italia, Carlo Bagnasco, il coordinatore di Liguria Popolare Andrea Costa e il coordinatore della Lista Cambiamo con Toti Presidente Matteo Cozzani. Un incontro avvenuto “con grande spirito di collaborazione e cordialità”.

Il clima in effetti sembra meno pesante rispetto all’inizio delle settimana, quando la guerriglia Lega-Fratelli d’Italia avrebbe messo in bilico l’equilibrio stesso della maggioranza. A spostare l’ago della bilancia, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe essere lo stesso Toti rinunciando a un assessore e concedendo al partito di Giorgia Meloni le due pedine chieste senza nulla togliere alla Lega che ne avrebbe sempre tre, come da accordi pre-elettorali.

In quel caso, il rebus sta nel capire chi e come potrebbe sacrificarsi. Praticamente impossibile che tocchi a Giacomo Giampedrone, già assessore de facto alla protezione civile. Potrebbe farlo Marco Scajola, ma il rischio è quello di perdere radicamento a Ponente dove l’assessore uscente ha conquistato molti voti. Più probabile che esca Ilaria Cavo, la più votata a Genova, che potrebbe essere ricompensata con la presidenza del consiglio, una carica importante in grado di bilanciare una scelta altrimenti difficile da giustificare visto il bagaglio di consensi. Il ruolo di capogruppo degli arancioni andrebbe invece ad Angelo Vaccarezza.

Poi c’è il nodo Forza Italia-Liguria Popolare che reclama un riconoscimento. Andrea Costa, esauriti i posti in giunta, potrebbe ottenere la presidenza dell’agenzia InLiguria, attualmente affidata al commissario Pierpaolo Giampellegrini mentre Claudio Muzio conserverebbe il ruolo di segretario dell’ufficio di presidenza. Per la Lega salgono le quotazioni di Francesca Corso (ne avevamo parlato qui) mentre in caso di uscita di Ilaria Cavo è pronta Simona Ferro piazzata da Fratelli d’Italia come seconda donna in giunta.

Per il momento c’è una sola certezza: “I presenti hanno convenuto in modo unanime che, in questa prima fase, sia la presidenza a guidare la sanità ligure, visto il difficile momento storico legato alla pandemia”. Non è da escludere, tuttavia, che la delega possa essere assegnata a un assessore in un futuro più o meno prossimo.