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Piano Filobus, a rischio linee collinari. Potere al Popolo: “Follia, no ai tagli” fotogallery

Da oltre un mese gli attivisti del partito stanno portando avanti una campagna di informazione di quello che potrebbe succedere nel futuro

Genova. Potere al Popolo è impegnato da ormai un mese nella campagna di raccolta firme contro il taglio delle linee collinari previste dal piano filobus. Il piano è stato approvato dal Ministero dei Trasporti per il valore di 471 milioni di euro e rivoluzionerà la mobilità del trasporto pubblico cittadino.

“Fin da subito abbiamo notato con stupore il taglio consistente delle linee e delle frequenze che servono le aree periferiche e i quartieri collinari, un taglio di circa un milione di chilometri su base annua. Tutto questo in aggiunta a una ridotta capienza dei filobus rispetto agli attuali bus – scrivono in una nota stampa i rappresentanti del partito – Le aree che saranno più colpite dai tagli saranno i quartieri di San Teodoro, Oregina e Lagaccio e le zone di Marassi e Quezzi, dove ci siamo subito attivati per informare i cittadini”.

Ecco alcuni esempi: in Val Bisagno, dove il bus è l’unico mezzo pubblico circolante, sparirà il 47, che permetteva di raggiungere la stazione di Brignole, sostituito dall’82 ma con una frequenza minore e bus più piccoli. Da San Teodoro e Lagaccio verso il centro, la linea 35 verrà soppressa e parzialmente sostituita da una finta circolare tra via Vannucci e piazza De Ferrari, che arriverà a Brignole solo nelle ore di punta: per raggiungere l’ospedale Galliera dai quartieri collinari sopra Principe occorrerà effettuare tre cambi, e senza collegamenti verso la stazione nelle ore di calma.

“Con questo piano la giunta spera in un incremento di utilizzo dei mezzi da parte dei cittadini, ma chi si pensa di incentivare ad usare il bus se si costringono le persone a fare più cambi e a maggiori attese rispetto alla situazione attuale? Se si propone un piano di investimenti deve essere complessivo su tutta la rete, altrimenti si penalizzano intere aree che sono già quelle più svantaggiate in termini di servizi – aggiungono – Bisogna incrementare l’organico degli autisti a disposizione per aumentare le corse, bisogna richiedere più fondi per aumentare i mezzi e le corse. Senza partire da questa base non ci potrà mai essere un vero cambio di passo nella mobilità pubblica cittadina”.

In questo momento di emergenza epidemiologica “le carenze del trasporto pubblico cittadino si palesano in tutta la loro drammaticità – concludono – di fronte all’esigenza di distanziamento fra le persone, le corse e la capienza dei mezzi appaiono completamente insufficienti. Anche per questo motivo il piano filobus ci sembra una follia: invece che aumentare le corse e le linee in un momento di particolare necessità, si progetta di tagliarle”