Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Pestaggio del giornalista Origone, presidio dei cronisti davanti al tribunale

Processo rinviato al 16 dicembre. Il giudice esclude le costituzioni di parte civile di ordine e sindacato dei giornalisti

Genova. Una sessantina di giornalisti ha partecipato al presidio che si è tenuto questo pomeriggio sono palazzo di giustizia a Genova in occasione dell’inizio del processo per il pestaggio del giornalista di Repubblica Stefano Origone avvenuto durante gli scontri di piazza Corvetto del 23 maggio 2019, in occasione di un comizio di Casapound.

L’ordine nazionale e regionale dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa italiana e l’associazione ligure dei giornalisti avevano chiesto di costituirsi parte civile del processo ma il Gip Silvia Carpanini ha rigettato tutte le richieste con la motivazione che Origone non sarebbe stato picchiato in quanto giornalista. Alla richiesta di costituzione si era opposto anche il pm Gabriella Dotto.

“E’ originale che il giudice escluda una costituzione di parte civile ancora prima dell’accertamento dei fatti anziché riservarsi” hanno commentato il presidente dell’Ordine ligure dei giornalisti Filippo Paganinini e il segretario dell’associazione ligure dei giornalisti Fabio Azzolini uscendo dall’aula dopo l’esclusione.

I quattro poliziotti del reparto mobile di Bolzaneto, accusati di lesioni aggravate, erano presenti in aula e tramite i loro avvocati Paolo Costa, Sandro Vaccaro e Rachele De Stefanis hanno chiesto il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena in caso di condanna, e il processo è stato aggiornato al prossimo 16 dicembre.

Cesare Manzitti, che difende Stefano Origone, ha depositato un consulenza tecnica di parte in cui, contrariamente a quanto stabilito dal consulente della Procura, vengono accertati danni permanenti alla mano sinistra del giornalista, che ha subito diversi interventi chirurgici a due dita di una mano. Nella prossima udienza verranno mostrati e discussi in contraddittorio tra le parti i video che documentano il pestaggio, sulla base ai quali la squadra mobile di Genova, delegata dalla Procura di Genova alle indagini sui colleghi, ha ricostruito elementi di responsabilità a carico dei quattro