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Pd, lunedì la direzione regionale: niente resa dei conti ma sale la voglia di congresso

Nessuno chiederà le dimissioni di Farello ma sono pronti alcuni documenti di critica. E spunta l'idea di primarie aperte per decidere chi sarà a capo del partito

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Genova. Nessuno lo dice apertamente, ma dopo la sconfitta alle regionali, in tanti nel centrosinistra si aspettavano che il banco dell’attuale dirigenza saltasse senza troppe resistenze. Non è andata così, le difficoltà estenuanti per arrivare alla definizione dell’alleanza e del nome del candidato sono diventate un “processo di maturazione” quasi come dire, abbiamo faticato tanto, il risultato vale doppio. A livello di voti ottenuti, anche in forza di una competizione interna senza esclusione di colpi, è andata meno peggio di quanto potesse accadere – 19,86% delle preferenze, secondo partito dopo Cambiamo e 6 consiglieri in via Fieschi – e quindi, al momento, ognuno resta al suo posto.

Ma la resa dei conti, sotto traccia, è già iniziata. Il Pd si riunisce lunedì al Cap per la direzione regionale a tre settimane dal voto. E’ escluso che si parli ufficialmente di dimissioni per il segretario regionale Simone Farello (o per quello provinciale genovese Alberto Pandolfo), d’altronde i due non ne hanno mai avuto intenzione, ma la riunione potrebbe essere animata da qualche documento più vivace, di critica, sulla gestione della strategia del partito.

Nei giorni scorsi più di un esponente “notabile” del partito ha espresso non poche perplessità quando non veri e propri atti d’accusa. Il tre-volte-eletto Pippo Rossetti ha ripetuto a più riprese che la scelta di candidare Sansa è stata un errore perché ha tagliato fuori i moderati. Alessandro Terrile, consigliere comunale (già segretario genovese del Pd ma si era dimesso dopo la vittoria di Bucci alle comunali) ha fatto notare che quando si ottengono certi risultati non è solo colpa delle decisioni prese a livello nazionale. Un’altra voce di critica è stata quella del presidente del municipio Valpolcevera Federico Romeo che valutando il successo dei sindaci-candidati ha ricordato come il partito debba ripartire dai territori.

E sono queste alcune delle figure che, in vista di un futuro congresso regionale – magari entro la fine dell’anno e magari da attuarsi con modalità aperte, con una sorta di primarie aperte come era avvenuto nel 2013 per la segreteria genovese – potrebbero cercare maggiore spazio. Di Terrile e Romeo, ma anche di Cristina Lodi, presidente dell’assemblea regionale e da sempre braccio destro di Rossetti, ma anche di un paio di altre donne dalle province e dai territori, si parla per la successione al ruolo di segretari regionali.

In ballo c’è il lavoro da tracciare in vista dei prossimi appuntamenti. Le comunali a Savona, nel 2021, e quelle di Genova e La Spezia nel 2022. E in ballo c’è anche la gestione dell’alleanza, oggi più che mai più sulla carta che altrove, visto anche il mare agitato in cui versa la controparte, tra i dem e il Movimento 5 Stelle.