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Ordinanze anti Covid, il centro storico sull’orlo del baratro: a rischio un lavoratore su due fotogallery

I commercianti scenderanno in piazza il prossimo 28 ottobre per chiedere aiuto alle istituzioni e misure più mirate

Genova. Ieri sera sono entrate i vigore le nuove normative finalizzate al contenimento del contagio da coronavirus contenute nell’ultima ordinanza del sindaco di Genova, e che di fatto limitano l’accesso ad alcune vie del centro storico genovese. Nelle prossime ore ci sarà la prova dei fatti, con il primo fine settimana, e quindi la prima movida regolata con le nuove disposizioni. Ma il tessuto economico della zona è sull’orlo del baratro, e a rischio sarebbe un lavoratore su due.

A sottolineare la gravità della situazione Alessandro Cavo, presidente di Fipe Liguria: secondo un loro recente studio, infatti, a settembre il 50% degli addetti del settore della ristorazione non ha lavorato, travolti da una valanga di chiusure. I dati sono nazionali ma si riverberano anche a Genova, città tra le più colpite del paese da questa seconda ondata, con una situazione che ad oggi, provenendo già da un lungo periodo di crisi, potrebbe addirittura essere peggiore: “Le nuove disposizioni limitative dei flussi ma soprattutto la condizione di pericolosità percepita da parte della clientela hanno letteralmente svuotato i locali nelle ultime due settimane – ricorda Cavo – mentre per quanto riguarda le aziende legate alla fornitura di servizi catering e ai locali da ballo si tratta di un vero e proprio lockdown”.

E la rabbia degli esercenti cresce: ieri sera, Genova24, nelle prime ore dopo l’entrata in vigore della nuova ordinanza, ha raccolto le testimonianze sconfortate di alcuni esercenti che hanno la propria attività nelle aree “colpite” dal provvedimento restrittivo, e che vedono pensanti incertezze per il proprio futuro. La poca chiarezza della comunicazione istituzionale è sul banco degli imputati, rea, secondo molti, di aver creato un clima di incertezza e paura: “Il centro storico è fruibile e i locali sono aperti – sottolineano – ma la gente giustamente ha paura ed è confusa, e quindi rinuncia. Ma senza un aiuto questo settore, soprattutto in questa zona, è in serio pericolo“.

Per denunciare, quindi, la gravità della situazione del settore ristorazione e pubblici esercizi i commercianti scenderanno in piazza in molte città capoluogo il prossimo 28 ottobre. L’appuntamento è alle 11.30. La manifestazione è convocata dalla Fine e anche Genova parteciperà con modalità da definire visto che l’ordinanza della Regione Liguria vieta al momento ogni tipo di manifestazioni pubbliche e private.

“Chiediamo alla politica scelte più mirate di sostegno ai settori maggiormente in crisi – spiega Alessandro Cavo, presidente di Fipe Liguria – Servono risposte concrete e servono subito per le imprese, i lavoratori ma anche per le città che avranno sempre meno luci, meno insegne e meno qualità della vita”.