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Ordinanza anti-Covid e chiusura di tutti i circoli di aggregazione, Bucci: “Faremo distinzioni”

Regione e Comune promettono di studiare le diverse situazioni e di dare una risposta "entro le prossime 12 ore"

Genova. Dopo le polemiche sulla chiusura di tutti i circoli sociali e culturali nelle cosiddette zone rosse (mezzo centro storico, Rivarolo, Sampierdarena, Bolzaneto e Cornigliano) la Regione Liguria e il Comune di Genova fanno ‘mezzo passo indietro’ garantendo di correggere il tiro.

Perché oggettivamente chiudere ogni circolo, compresi quelli degli anziani nei quartieri dove solo i circoli garantiscono un minimo di socialità a persone spesso sole, lasciando invece aperte le attività economiche, bar compresi, rischiava di creare una discriminazione incomprensibile.

“Abbiamo ricevuto molti commenti sulla decisione di chiudere i circoli nelle quattro aree cittadine ad alta circolazione del virus – spiega il sindaco di Genova Marco Bucci – e abbiamo osservato che ci sono circoli di vario tipo, quindi cercheremo di lavorare già questa sera con la Regione per elaborare un elenco di norme precise in base alla quale si potranno portare avanti alcune attività”. Lo ha detto Marco Bucci, sindaco di Genova, durante il punto stampa Covid dando una risposta ai gestori di circoli sul territorio cittadino.

“Ci sono circoli dove l’assembramento è inevitabile, ma altri assimilabili a pubblici esercizi e altri dove si portano avanti attività ancora diverse, cercheremo – ha detto il sindaco – di permettere l’apertura se non ci siano rischi per il contagio e di venire incontro alle esigenze di tutti, ma teniamo presente che la priorità assoluta è la salute dei cittadini”.

Il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti ha garantito una risposta nelle prossime 12 ore: “Stiamo completando la verifica su tutti i circoli nelle zone rosse – ha detto – chi avrà requisiti assimilabili a un pubblico esercizio, sarà tenuto a rispettare le stesse normativa di bar e ristoranti. Domani daremo tutti i dettagli”.”