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Operatori dello spettacolo: “Situazione tragica, servono indennizzi”. Il 17 novembre tavolo con la Regione fotogallery

Genova. In piazza De Ferrari questa mattina è andata in scena la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici delle spettacolo, con un centinaio di persone che hanno passeggiato intorno alla fontana di De Ferrari per portare all’attenzione di tutti, ma soprattutto delle istituzioni, la situazione drammatica del settore dello spettacolo e della cultura.

“Con la chiusura della prima ondata e con questa, ci sono molte persone del settore che non lavorano da febbraio – ci spiega Emanuela Rolla, del coordinamento “Emergenza Spettacolo Liguria” – Noi produciamo cultura e a livello nazionale tutto il settore produce oltre il 5% del pil. Oggi questo comparto è fermo, totalmente: parliamo di attori, attrezzisti, fonici, musicisti, tecnici, drammaturgi, ballerini, coreografi, cantanti, truccatori, sarti, parrucchieri, e dietro ad ognuna di queste persone c’è una famiglia da mantenere. E’ una situazione tragica, ci serve il supporto e degli indennizzi per il danno che abbiamo subito“.

Un mondo paralizzato, e che oggi è severamente a rischio, soprattutto in mancanza di prospettive certe per l’avvenire. “Noi anche in tempi normali siamo abbandonati – spiega Massimo Olcese, che era in tournée quando è scattato il blocco agli spettacoli ma adesso la situazione è più complessa perché non abbiamo nessun aiuto economico. Servono soldi per aiutare persone che non lavorano anche perché le poche riserve che avevamo erano già finite con la prima chiusura“. Un disagio fortissimo per i teatri. “Noi siamo aziende e se chiudiamo per il bene comune – spiega il direttore di Teatri Possibili, Sergio Maifredi – allora servono indennizzi proporzionati al fatturato delle nostre aziende”.

“Questo ultimo decreto ha aggiunto ansia non solo per il presente – sottolinea Carla Peirolero, direttrice artistica del Suq Festival – ma anche per il futuro perché dimostra come siamo in uno stato di precarietà perenne. Che non riguarda solo chi lavora nei teatri ma anche tutti quelli che operano nella funzione teatrale. Ci sono tante attività che sono culturali, noi abbiamo in corso un progetto a Certosa per aiutare a fare condivisone nel quartiere. Queste attività che sono molte vivono nell’incertezza della programmazione. E questo è un problema, perché siamo imprenditori anche noi”.

“In questi mesi a nostre spese abbiamo reso i nostri corsi sicuri e a norma – racconta Anahita Tcheraghali, insegnate danzatrice del ventre e bollywood – limitato l’ingresso ai corsi, aumentando così le ore si insegnamento a parità di guadagno. Ma prima ancora di chiuderci, molte persone hanno deciso di fermarsi prima, anche per la paura di questa situazione”.

Dopo la manifestazione una rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrice ha incontrato l’assessore regionale Ilaria Cavo, alla quale hanno nuovamente testimoniato la drammatica situazione del mondo dello spettacolo: il prossimo 17 novembre ci sarà un nuovo incontro con le istituzioni “dati e tabelle alla mano” per provare a ritagliare un rimborso una tantum per sostenere, per quanto possibile, la categoria. Almeno fino a nuove disposizioni governative. “Vedremo cosa arriverà da questo incontro – conclude Emanuela Rolla – noi siamo e rimaniamo pronti per una nuova mobilitazione”