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Nuove restrizioni e chiusure: a De Ferrari la protesta delle categorie colpite fotogallery

In piazza anche parrucchieri, titolari di partite iva che, pur non essendo stati colpiti dall'ultimo dpcm, stanno faticando a risollevarsi

Genova.. Circa trecento persone tra commercianti, gestori di palestre e piscine e dipendenti hanno partecipato questa mattina a una manifestazione pacifica in piazza De Ferrari sfidando il divieto previsto dall’ordinanza della Regione Liguria. La manifestazione è stata indetta dall’associazione Commercio Unito 3.0 mentre la Fipe Confcommercio che ha promosso iniziative in piazza in dieci città a Genova si è limitata a una protesta ‘virtuale’ per non incorrere in denunce.

“Ci fanno chiudere e ci trattano come untori e non ci spiegano come faremo a riaprire di nuovo – dice Mario Lagomarsino – proprietario del bar Mukke Pazze al porto antico. Addosso ha la felpa con il logo del locale, così come tutti i suoi dipendenti.

“I miei dipendenti sono in piazza con me, perché per vedere la cassa integrazione di questa primavera hanno aspettato sette mesi e ancora sono in attesa del mese di maggio” racconta. “Se siamo preoccupati delle sanzioni? No perché non è una manifestazione – risponde la proprietaria di una focaccia in via San Vincenzo – ma una protesta pacifica, distanziata e silenziosa. Io ho quattro ragazze tutte in cassa integrazione. Le misure di sostegno? Le stiamo aspettando – aggiunge – Dopo la conferenza stampa del presidente del consiglio speravo di trovare il sacchetto con i soldi davanti alla saracinesca la mattina dopo. Speriamo che le risorse promesse non siano come quelle di marzo”.

In piazza anche dipendenti e e gestori delle piscine: “Io lavoro in un impianto di Sestri levante – dice William – sono uno dei pochi ad avere la fortuna di essere un dipendente in questo settore e di avere la cassa integrazione ma devo ancora ricevere quella di maggio e mi chiedo quando vedrò la attuale”. “Lavoro, lavoro, lavoro” è partito l’urlo dalla piazza quando il governatore Toti è sceso per incontrare i manifestanti. “Sugli orari non possiamo fare nulla perché il governo ha inibito ogni possibilità di emettere ordinanze non restrittive – ha spiegato – sui fondi ho già chiesto alla giunta di trovare tutti i soldi che ci sono. La mia idea è quella di darli ai Comuni perché possano applicare tutti gli sgravi fiscali possibili. Vigiliamo sul governo perché i ristori che ha dichiarato ieri il presidente del consiglio arrivino al più presto. C’è ancora un po’ di spazio sul fondo rotativo regionale per la liquidità, quindi chi ha diritto al ristoro del governo, se dovesse tardare può accedere anche al nostro fondo. Molto di più al momento non saprei che dire. Purtroppo, quando potevamo intervenire con ordinanze, qualcosa abbiamo fatto. La situazione non è facile”.