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Manifestazioni e proteste ‘virtuali’ contro il Dpcm, i commercianti non ci stanno: “Subito misure di sostegno”

Protesta solo "virtuale" della Fipe, ma altri proveranno a scendere in piazza pacificamente nonostante i divieti

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Genova. C’è chi sceglie la piazza nonostante il divieto assoluto della Regione Liguria alle manifestazioni pubbliche (siamo l’unica Regione in Italia, visto che lo stesso Dpcm approvato ieri dal premier Conte consente le manifestazioni in forma statica), chi lancia l’idea di una serrata per tutta la mattina, chi come i commercianti che aderiscono alla Fipe Confcommercio sceglie la protesta ‘virtuale’ visti i divieti.

Se da un lato i titolari di bar e ristoranti cercano di tener ‘botta’ all’ennesimo dpcm, dall’altro quel che accomuna tutti i gestori di pubblici esercizi in queste ore è comunque lo stesso sentimento, un mix di rabbia e disperazione perché nonostante tutte le precauzioni prese in questi mesi già difficilissimi, è arrivata dal chiusura alle 18.

“Le misure annunciate dal governo costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese della ristorazione – spiega in una nota Fipe Confcommercio  e se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni di natura economica, sarebbero il colpo di grazia per i pubblici esercizi italiani”.

“Con il nuovo DPCM, per la ristorazione è impedita l’attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un’ulteriore forte contrazione dell’operatività – dice Alessandro Cavo, Fipe Confcommercio –  la contrarietà si aggiunge alla consapevolezza che non esiste connessione tra la frequentazione dei Pubblici Esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche, che attribuiscono piuttosto ad altri fattori – mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro – le principali fonti di contagio”.

Per mercoledì 28 ottobre la Fipe a livello nazionale – ha promosso una manifestazione in 21 piazze d’Italia. Ma a Genova la Questura, visto l’ordinanza della Regione Liguria ha comunicato l’irricevibilità della comunicazione della manifestazione. Per questo “ nel rispetto delle norme e per la massima tutela dei nostri imprenditori – spiega ancora Cavo – che è il nostro scopo primario, la manifestazione non si svolgerà se non in forma virtuale”.

Altri invece hanno deciso di scendere comunque in piazza mercoledì. E’ il caso dell’associazione Commercio Unito 3.0 che via social sta facendo girare un appuntamento per mercoledì 28 alle 12 in piazza De Ferrari per una “manifestazione pacifica” a cui sono invitati a partecipare baristi, ristoratori, commercianti e le partite iva tutte.

Intanto, se Fiepet Confesercenti farà affiggere oggi alle 18 un cartello in tutti gli esercizi affiliati “Oggi alle 18 saremo costretti a chiudere, avere un futuro è un nostro diritto”, altre iniziative potrebbero aggiungersi nelle prossime ore, tra cui quella di una serrata simbolica dei negozi per la mattina del 28 ottobre, come ha lanciato il Civ Cantore e dintorni.