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M5s: “creare un museo dell’energia rinnovabile nell’ex centrale a carbone della Lanteran”

"Il quartiere ha necessità di riappropriarsi di spazi che gli sono stati negati per anni", dicono i pentastellati in consiglio comunale

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Genova. “C’è una Genova continuamente gravata da servitù. E Sampierdarena è fra queste aree cittadine”, ha dichiarato il consigliere M5S Stefano Giordano presentando una mozione per destinare l’area della centrale a Museo delle fonti rinnovabili e area verde ad uso pubblico.

“Per gli ex edifici della centrale Enel a carbone, per i quali siamo ormai ben oltre la dismissione definitiva, serve un atto di coraggio. Sono ormai tre anni che chiediamo che l’area venga riqualificata per dare un indirizzo preciso verso il verde e verso gli spazi per i cittadini. Chi però si spende in questo senso, si ritrova quasi sempre solo. E i fatti di oggi ci dicono chiaramente, e per l’ennesima volta, che la politica al governo di questa città ha le idee molto chiare in merito: Sampierdarena sarà la nuova terra delle servitù aggiunte”,

“Ancora una volta, nonostante la pressione dei cittadini attivi e dell’opinione pubblica genovese, comprese associazioni, comitati e Municipio territorialmente interessato si siano espressi, assistiamo all’ennesimo rinvio: tutto rimandato a Commissione apposita. Intanto, però, l’area continua a rappresentare una criticità per la salute pubblica, trovandosi peraltro in pieno centro urbano di Genova, un’area che non potrebbe più vedere la presenza di attività inquinanti anche sostitutive dell’impianto in questione”.

“Il sito non solo va bonificato, ma restituito ai genovesi perché ne beneficino. Lo ripetiamo con forza e convinzione: serve un percorso amministrativo, capace di coinvolgere tutti gli enti competenti, al fine di avviare tutte le procedure utili affinché l’ex centrale Enel a carbone di Sampierdarena e il sottostante palazzo Liberty di inizio Novecento vengano riutilizzati e riqualificati come un Museo delle energie rinnovabili e l’area circostante adibita a parco verde. Gli interessi di parte non possono più ledere gli interessi della comunità”, conclude Giordano.