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Lunedì sciopero degli infermieri anche in Liguria: “Ci hanno chiamato eroi ma ci hanno ignorato”

La protesta indetta da Nursing Up per il 2 novembre, coinvolti anche i professionisti sanitari

Genova.Ci hanno chiamato eroi, ma il governo non ha fatto nulla per evitare che si arrivasse a questo gesto estremo: le nostre giuste rivendicazioni continuano ad essere ignorate dalla politica”. Anche la Liguria aderisce allo sciopero nazionale degli infermieri e dei professionisti sanitari indetto per lunedì 2 novembre dal sindacato Nursing Up che nella nostra regione raduna circa un migliaio di iscritti. L’astensione durerà per l’intera giornata e, assicurano gli organizzatori, farà venire meno centinaia di migliaia di prestazioni in ospedali e ambulatori.

“Scioperiamo perché molte promesse non sono state mantenute e i problemi di questa seconda ondata sarebbero stati evitabili se ci avessero ascoltato – spiega Enrico Boccone, segretario del Nursing Up Liguria -. Un infermiere in media guadagna 1.400 euro al mese, riteniamo sia inaccettabile. Gli infermieri non vengono coinvolti abbastanza nei processi organizzativi. E poi è da tempo che chiediamo l’istituzione dell’infermiere di famiglia, che in questo momento sarebbe stato fondamentale in sinergia coi medici di base. Invece oggi i pazienti si riversano nei pronto soccorso e i reparti ordinari vengono chiusi”.

Ai pazienti verrà comunque garantita l’assistenza visto che molti infermieri vengono comunque “comandati“, cioè obbligati a prestare servizio dove è indispensabile. Per questo è difficile prevedere quante persone aderiranno effettivamente. Non ci saranno presidi né mobilitazioni: “Abbiamo scelto di evitare qualunque tipo di assembramento, anche perché potrebbe essere strumentalizzato”, dice Boccone. Manifestazioni che in Liguria sarebbero vietate in ogni caso.

“Le nostre richieste – prosegue Boccone – non sono fantasiose, ma di buon senso: maggiore coinvolgimento nelle scelte organizzative, un’area autonoma di contrattazione con relativo adeguamento del nostro stipendio (agli ultimi posti nei Paesi europei), maggiore sicurezza sul lavoro, il riconoscimento della malattia professionale, assunzioni con contratti a tempo indeterminato. Tutte cose che dovrebbero già essere state attuate da anni in un sistema sanitario nazionale che, già prima della pandemia, lamentava la carenza di circa 30000 infermieri”.

Lo sciopero è rivolto contro le politiche del governo nazionale, ma anche quelle della Regione Liguria finita nel mirino della segreteria nazionale di Nursing Up per avere proposto l’assunzione di infermieri non ancora specializzati e l’assegnazione di alcune mansioni a personale sanitario non infermieristico. “Forse il governatore Toti si farebbe operare da un chirurgo che non ha ancora completato la specializzazione? O forse si affiderebbe ad uno studente di legge, invece che ad un avvocato?”, si chiede Boccone.

Un gesto più che altro simbolico, mentre la seconda ondata travolge gli ospedali liguri dove il personale sanitario ancora non si è ripreso dal primo round. “Lo stress psichico è enorme – conclude Boccone – ci sono colleghi che non hanno avuto alcun tipo di supporto, persone che hanno visto in faccia la morte 10 volte al giorno per poi resettare tutto a fine turno e ricominciare da capo. E durante l’estate non è arrivato nessun aiuto”.