Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Liguria prima regione per numero di Covid positivi su tampone, gli esperti: “Ora la crescita è esponenziale”

Campania, Piemonte e Lombardia nettamente staccate. Siamo al 15% e a Genova si potrebbe superare il 25% ma nei bollettini di Alisa mancano i dati non aggregati

Genova. Già la scorsa settimana l’Istituto superiore di Sanità ci poneva, insieme alla Valle d’Aosta, al vertice delle regioni italiane per incidenza da Coronavirus con 142 casi ogni 100 mila abitanti, e quindi tra le nove regioni dove si supera il valore 75casi/100mila abitanti che rappresenta la media nazionale.

“Crescita esponenziale”. Nel frattempo, in attesa del report del giovedì, le cose sono peggiorate, e non poco. Durante l’ultimo punto stampa covid il responsabile prevenzione di Alisa ha dichiarato senza mezzi termini che negli ultimi giorni si è osservata: “Una perdita della linearità nell’aumento dei casi e della pressione sulle strutture ospedaliere, l’aumento non è più progressivo ma sta iniziando ad avere un aspetto esponenziale – ha affermato Filippo Ansaldi – in provincia di Genova sicuramente, ma anche nelle altre province abbiamo osservato un superamento della soglia di attenzione”. Ed è questo andamento che giustifica le misure (insufficienti per gran parte della popolazione, eccessive per un’altra gran parte della popolazione) prese con le ultime ordinanze locali.

Maglia nera. Ieri, e non è la prima volta che accade, la Liguria è stata la Regione dove nettamente si è registrata la più alta percentuale di positivi su tamponi effettuati: 15% (frutto di 907 nuovi casi su 6062 tamponi, 1,5 milioni di abitanti). In Piemonte il valore percentuale è di 10,7 (1396 nuovi casi su 13018 tamponi, 4,3 milioni di abitanti), in Lombardia 9,3% (2023 nuovi casi su 21.726 tamponi, popolazione 10,6 milioni di abitanti). La regione messa peggio, ma staccata di tre punti percentuali è la Campania (5,8 milioni di abitanti): ieri sono stati registrati 1312 nuovi casi con 10205 tamponi e il valore del rapporto positivi per tamponi è 12,8%.

Generica

Genova, l’occhio del ciclone. Basarsi solo sui numeri, specialmente a livello regionale e non locale, può essere poco rivelatore. In Liguria è noto che al momento il trend sia influenzato pesantemente dalla situazione genovese: ieri su 907 nuovi casi 762 erano a Genova. Sarebbe più interessante, quindi, sapere quale sia l’incidenza a Genova, o la percentuale dei tamponi positivi a Genova. Uno dei punti critici della comunicazione dei dati da parte di Alisa è che non ha mai chiarito la divisione dei tamponi per asl. Basandosi su una dichiarazione ripetuta del governatore Giovanni Toti che durante alcuni punti stampa affermò che i tamponi sono per metà effettuati dalla Asl 3, si potrebbe stabilire che la percentuale dei tamponi positivi sul totale di quelli effettuati è, nel capoluogo ligure, attorno al 25%. Un dato, che se fosse confermato, sarebbe come un macigno: una persona su quattro, se effettua un tampone, è positiva.

Tamponi “cecchini”?. Anche questa equazione, però, rischia di non corrispondere alla realtà. Per due ragioni, la prima è che a Genova esistono zone dove il virus circola fino a 10 volte tanto rispetto ad altre zone dove è praticamente assente, la seconda è che ci sono regioni e città dove i tamponi vengono effettuati principalmente come screening generalizzati, altre – come il nostro caso – dove si sta procedendo a tracciare contatti di caso accertato. E’ più probabile che un contatto di caso sia positivo, in effetti (questo trend, si sta modificando, e con i nuovi ambulatori mobili aumenterà sempre di più la possibilità di un tracciamento non legato ai contatti di caso accertato).

Che cosa servirebbe quindi per capire meglio quello che sta accadendo attorno a noi? (e tra di noi?). Dati non aggregati sui contagi da parte di Alisa e delle asl, la possibilità di osservare – come era stato possibile fino a un mese fa – gli studi epidemiologici suddivisi per “cap” o per quartieri. Dati che, non solo i giornalisti ma sempre più cittadini (specialmente quelli che si trovano nei quartieri sottoposti a restrizioni maggiori) vorrebbero poter consultare in maniera semplice, trasparente. Inoltre, appunto, la suddivisione dei tamponi per asl di competenza e anche la suddivisione tra “primi tamponi”, “secondi tamponi” e tamponi per certificare la guarigione. (Posto che il sistema presto potrebbe cambiare per via dell’utilizzo sempre maggiore dei test rapidi).

La situazione negli ospedali e terapie intensive: come siamo messi? Basandosi ancora sui numeri, c’è almeno un dato positivo, per lo meno in rapporto ad altre situazioni nazionali: per quanto sotto pressione gli ospedali sono lontani dall’esaurire i posti letto, specialmente per quanto riguarda le terapie intensive: oggi 32 in totale in Liguria mentre in Lombardia sono 123, quasi a tappo, e presto potrebbe essere necessario riaprire l’ospedale in zona Expo, in Campania sono 91, in Veneto 51. Paragoni che lasciano il tempo che trovano, vista la difformità nel numero della popolazione e delle strutture ospedaliere, ma sufficienti a dare il metro della situazione a livello nazionale. Tuttavia, come sottolineato anche ieri da Angelo Gratarola, direttore del Diar emergenze-urgenze e nella task force di Alisa per la situazione pandemica, bisogna tenere sott’occhio il riempimento dei posti letto di bassa e media intensità, che reggono solo grazie a un pesante turn over, ma ancora di più la tenuta dei pronto soccorso, in difficoltà crescente negli ultimi giorni.