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Entella, pronti gli espropri per la diga Perfigli. Toti convoca sindaci di Chiavari e Lavagna foto

L'opera potrebbe far diventare edificabile un'ampia zona agricola

Genova. Un progetto faraonico nato ad inizio anni 2000 per mettere in sicurezza la parte terminale del fiume Entella, liberando suppostamente dal pericolo esondazioni buona parte del centro storico di Lavagna grazie alla costruzione di un nuova diga alta 3 metri e larga 14, che che creerà un nuovo argine dell’Entella per circa 600 metri.

Questo è il progetto di massima della Diga Perfigli, una infrastruttura pensata per contenere il torrente durante le sue sempre più frequenti piene, ma che comporterebbe come prezzo una forte cementificazione e lo sblocco urbanistica per una larga zona agricola che potrebbe diventare area edificabile. E per questo motivo, a Lavagna, i sostenitori di questo progetto non sono molti, e la popolazione locale in questi anni ha più volte manifestato la sua netta contrarietà.

Secondo i detrattori del progetto, infatti, il problema idraulico dell’Entella sarebbe dovuto al “tappo” sabbioso della foce, che non riesce a sostenere la portata del torrente in piena, tappo sabbioso che secondo alcuni sarebbe da rimuovere periodicamente, e che sarebbe il vero pericolo per Lavagna e Chiavari

Queste perplessità in questi anni sono state espresse anche da molti rappresentanti politici, tra cui l’attuale sindaco di Lavagna Mangiante, ma anche dallo stesso Toti durante la campagna elettorale del 2015, cosa che però non ha impedito al progetto di andare avanti, arrivando oggi ai primi espropri, che secondo alcune indiscrezioni sarebbero in fase di notifica. Anche per questo motivo oggi è previsto un nuovo incontro a porte chiuse tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e i sindaci di Chiavari e Lavagna. Nel frattempo i cittadini sono nuovamente sul piede di guerra.