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Lavagna, la diga Perfigli si farà. Sindaco Mangiante: “Pronti a blindare i terreni agricoli”

Prevista la possibilità di varianti all'opera, ma l'iter amministrativo è compiuto

Genova. L’iter del progetto va avanti, e dopo gli espropri partirà l’affidamento dei lavori e poi sarà la volta delle ruspe. Nulla da fare, quindi, per le amministrazioni locali, che ieri hanno provato ancora a fermare l’iter della Diga Perfigli, la grande barriera di roccia e cemento che attraverserà per centinaia di metri la piana agricola di Lavagna, per arginare le piene dell’Entella.

I sindaci di Lavagna e Chiavari hanno provato, ancora una volta, a far valere le ragioni del territorio: “Il fatto che il progetto sia vecchio di 13 anni e che nel frattempo ci siano state esondazioni in altri punti del torrente dimostrando la sua totale inutilità, oltre ai 30 mila metri cubi di detriti che ogni anno si depositano alla foce del torrente, non sono bastati agli uffici tecnici per procedere ad una revisione dell’opera”.

Le parole sono del sindaco di Lavagna Gian Alberto Mangiate, dopo la riunione con il governatore Giovanni Toti: “L’incontro è stato cordiale, c’è stato sicuramente molto interesse nel sentire quello che abbiamo esposto io e il sindaco di Chiavari, ma l’unico topolino che è stato partorito è quello che verrà fatto un studio nel frattempo, dove un’opera di pulizia alla barra fociva possa verificare eventuali varianti del progetto, riducento almeno l’invasività dell’opera stessa”.

Un compromesso che però non mitigherà l’effetto distorsivo dell’opera, secondo il sindaco, “opera che rimane assolutamente inutile“. L’iter amministrativo, quindi, è terminato, e ora la palla ritorna al soggetto attuatore che è la Città Metropolitana, e per le amministrazioni comunali sembrerebbe essere rimasto poco da fare “Purtroppo ne prendiamo atto, continuando a contestare l’utilità dell’opera e rilevare la sua nocività su una zona assolutamente di pregio“. Come comune però “faremo tutte le modifiche necessarie al Piano regolatore generale per mantenere quei terreni agricoli – ha concluso Mangiate – chiunque avesse delle mire edilizie, quindi, se le deve assolutamente dimenticare“.